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Ci eravamo lasciati davanti a una tazza di caffè, nel giardino della splendida location in via Frassinago 18, a Bologna, discutendo degli interventi di Luca Conti, Gianluca Digoli e Edoardo Piccolotto: Foursquare mina la privacy degli utenti, siamo tutti a rischio stalkeraggio? E perché se Gowalla e Brightkite non fanno successo dovrebbe farne Foursquare?! Cos’avrà in più?
Insomma, tra uno scambio di vedute e l’altro, l’incontro è stato anche un’ottima occasione per fare quello che gli americani – pragmatici come sono – chiamano “networking“, e che io invece, in maniera nostrana, chiamo “conoscere-gente-con-i-miei-interessi-con-cui-è-interessante-restare-in-contatto-anche-a-fini-lavorativi”.
Ma andiamo avanti. Anzi, no, facciamo un passo indietro, perché mi ero scordato di dirvi una cosa, una cosa curiosa ma importante al tempo stesso: all’ingresso della sala destinata alle presentazioni c’era un librone, uno di quei libri che incutono un po’ di timore, quasi reverenziale, perché ricordano i registri scolastici. Ecco in questo librone sono stati raccolti tutti i buoni propositi dei partecipanti: “Se fossi sindaco…”
Diciamo che il più inflazionato è stato il wifi libero per tutti (Francesca ha dato il buon esempio…), ma immagino ci siano stati anche spunti più curiosi e originali. Chissà se un giorno verranno pubblicati tutti…e chissà se qualcuno si avvererà.
Marco Ziero
Torniamo agli speech: neanche il tempo di riprendere posto che sento un accento familiare, delle mie parti, parlare di Gowalla, di punti deboli di Foursquare e di suggerimenti per renderlo migliore: è Marco Ziero, che con la sua presentazione “I lati deboli di Foursquare” ha voluto ipotizzare in che modo @dens & Co. potrebbero potenziare Foursquare.
Curioso il fatto che alla prima #4sqconf ci siano tante presentazioni incentrate su quello che in fin dei conti è l’alternativa a Foursquare – bellissimo un tweet comparso nella timeline del maxischermo con scritto qualcosa del tipo “I’ve just checked in at Prima conferenza dei sindaci di Foursquare @gowalla http://gowal.la/r/GJD”
Beh, alla fin fine per parlare con cognizione di causa di un prodotto/servizio bisogna conoscere anche tutti quelli che gli somigliano o che possono essere in qualche modo ad esso riconducibili, ed è per questo che queste variazioni sul tema son state interessanti e sicuramente utili.
Ah, poi qualcuno ha posto la questione – ormai è la domanda che va più di moda in assoluto – del motivo per cui Gowalla abbia dei numeri piuttosto modesti, mentre Foursquare cresce a ritmi spaventosi: beh, su suggerimento di Luca Conti, ho effettuato una ricerca live su Google. Risultato?
Gowalla è citato circa 1 milione di volte, Foursquare più di 11 milioni - ad oggi avrà superato i 15 milioni grazie alla #4sqconf.
Ecco, presto detto il motivo: Crowley è stato abile – magari anche il fattore economico aiuta eh – a svolgere un’ottima attività di digital – e non solo digital – pr e soprattutto a vendere nel modo giusto un servizio che è effettivamente innovativo, ma non così tanto come in molti credono. Insomma, non è il primo LBS che parte dalla ludicità per poi trasformarsi in qualcosa di diverso, è quello che si è diffuso di più e più rapidamente, grazie, appunto – anche – alle capacità imprenditoriali dei suoi fondatori.
Giovanni Arata
È stato poi il turno di Giovanni Arata, di TER, Turismo Emilia Romagna: ci ha spiegato come ATP Emilia Romagna abbia voluto creare un network turistico regionale online in modo da creare una presenza per chiunque desideri informazioni o assistenza, e che sia in grado di gestire e mantenere una conversazione e un dialogo con i cittadini e i turisti.
Mi sembrava di sentir parlare un marziano, non perché non fossi d’accordo con ciò che diceva, al contrario: perché nel panorama italiano sono mosche bianche le imprese – pubbliche o private che siano – che comprendono le possibilità offerte dal web, e soprattutto che accettano di conversare con i cittadini in maniera orizzontale, abbandonando l’approccio top-down a cui sono tanto affezionate. Non mi pareva vero, volevo quasi andare a strattonarlo per la camicia per essere sicuro che non fosse un’allucinazione…
Vi invito a dare direttamente un’occhiata alla presentazione di Giovanni – la trovate qui – perché credo sia un esempio interessante di come si possano gestire le relazioni senza operazioni iperboliche o chissà cosa, semplicemente usando nel modo corretto i mezzi che si hanno a disposizione.
David Casalini
Quella di David è stata una delle presentazioni più “complete”, nel senso che ha affrontato la questione dall’inizio, dalla definizione di geolocalizzazione, per concludersi con quelli che potrebbero essere gli scenari futuri di questa tendenza: insomma un excursus veloce, ma completo. Mi è piaciuto il modo in cui ha spiegato l’evoluzione del web, un tempo world wide, e oggi sempre più local narrow: già perché ormai le informazioni ci vengono proposte in base alla nostra posizione geografica, oltre che ai nostri gusti, alle nostre ultime letture o all’ultima mail che abbiamo letto.
Quello che ho trovato un po’ superfluo invece è stata la parte sui nomi più comuni utilizzati su Foursquare, o sulle venue più frequentate: per carità, son curiosità simpatiche, ma se Chris, Michael e David sono i nomi più presenti immagino sia perché sono i nomi più diffusi in US.
Finita questa presentazione, sul maxischermo – che, attraverso un counter, informava i partecipanti sul numero di check in eseguiti – è comparso il fatidico 50, tutti col naso sul proprio iPhone, Android o quello che era: Swarm Badge doveva essere e Swarm Badge è stato (per tutti, o quasi, vero Antonio?
) !
Non che fosse una cosa indispensabile, ma insomma, visto che siamo in Italia, e visto che occasioni di trovarsi in 50 contemporaneamente – almeno ad oggi – sono più uniche che rare, non riuscire a prenderlo mi avrebbe dato un po’ fastidio, ma tant’è…ce l’abbiamo fatta.
E quando tutti si aspettavano che fosse il turno di Stefano Mizzella, con l’ultima presentazione della giornata, eccoti spuntare a sorpresa proprio chi non ti aspetti: Paolo Cevoli, assessore a Zelig e Sindaco tra i Sindaci per un giorno!
Ovazione della sala, ed esordio con “Beh, ma siete tutti rincoglioniti con sto Fccsqurwe qua voi, che la gente normale il 17 Luglio va in spiaggia a prendere il sole…” – non che avesse tutti i torti eh – risata generale e show di una mezz’oretta buona tra un tentativo di check-in e racconti sui suoi trascorsi di smanettone: già, non l’avrei mai detto ma è stato un precursore in ambito web. Ci raccontava che nel 1984 si è portato a casa il primo Mac – e quindi ha avuto la fortuna di lavorare su OS 1.0 – e che nel 1995 aveva messo in piedi il suo primo sito web o che aveva aperto un internet point quando ancora internet era cosa per pochissimi – l’aveva chiamato Bar Molto Moderno – salvo poi rendersi conto che la gente andava lì per guardarsi porno nella stragrande maggioranza dei casi.
Beh, insomma, sorpresa graditissima a sorprendente sotto tanti aspetti – non ultima la disponibilità con cui si è fatto fotografare in compagnia dei presenti e a consigliare a Elena Franco di comprare Wired UK alla FNAC a Milano…E ovviamente prima di andarsene non ha mancato di lasciare anche la sua promessa sul registro del “Se fossi sindaco…”
Dopo questa piacevole parentesi ecco il turno di Stefano Mizzella, che purtroppo non sono riuscito a seguire come avrei voluto, un po’ perché man mano che passa il tempo si accumulano cose da sistemare quando si fa live bloggin’ (tra foto, impaginazione e tweet è un macello…soprattutto se c’è tanto da raccontare) e un po’ perché la “stanchezza” iniziava a farsi sentire. Poco male, il buon Antonio Severino mi ha promesso di buttare giù qualche riga con le considerazioni su questa presentazione, quindi nei prossimi giorni aggiornerò questa parte del post.
E veniamo ora a quello che era forse il momento più atteso da tutti: la videoconferenza con Dennis Crowley!
Vederlo lì, in t-shirt, che sgranocchia patatine mentre i suoi amici lo prendono per il culo e lui non riesce a non ridere, o mentre ci mostra il cane che scorrazza in giardino, beh, mi fa pensare che in Italia siamo un po’ – giusto un po’ eh – indietro: è vero che lui non è un pirla qualsiasi – 5 anni fa si è portato a casa una bella borsa di studio dal MIT, per dire… – ma è sicuramente agevolato dal fatto che in USA se una persona vale, indipendentemente dall’età, viene aiutata a sviluppare i suoi progetti, anche a costo di perderci dei soldi. Qui in Italia questo non succede, ma mi fermo qui, visto che non è sicuramente ciò di cui abbiamo parlato con lui.
Dicevo comunque di un Dennis Crowley super informale, pronto a rispondere a – quasi – tutte le domande che gli sono state poste, a darci qualche dato e svelarci qualche curiosità sul suo giocattolo da 100+ milioni di dollari: tipo che hanno avuto circa 25 mila richieste di contatto da parte di aziende o agenzie ma che ad occuparsene c’è una persona aiutata da 2 ragazzi in stage (insomma, credo che lavorino 28 ore al giorno circa…); oppure che il loro obiettivo era raggiungere 1 milione di utenti entro fine 2010, e si son ritrovati ad aver passato di slancio i 2 milioni a metà anno; o ancora che gli iscritti al giorno sono ora più di 25.000, con un trend in continua crescita: insomma tutti numeri che sono più pesanti di un macigno in testa per chi continua a definire Foursquare una bolla di sapone, e che inorgogliscono Dennis e i suoi colleghi (nota: superati ieri i 100 milioni di check in).
Il problema è che questi numeri diventano un collo di bottiglia difficilmente aggirabile viste le dimensioni della società di casa nella Grande Mela. Il problema principale è proprio questo: soddisfazione per i risultati raggiunti e che continuano quasi a travolgerli, ma consapevolezza di dover ampliare gli spazi per assumere nuovo personale – e a questo proposito ho approfittato della webcam per lanciare un messaggio nemmeno troppo velato al buon Dennis, che sembra aver colto (magari un giorno mi chiama
):
Beh, che dire, credo si sia capito che sono rimasto soddisfatto dell’evento (oltre ogni più rosea aspettativa direi), che i compagni d’avventura hanno reso la bollente trasferta una piacevole scampagnata e che, sì, si può rinunciare a un giorno di vacanza se quel giorno è dedicato a incontrare ed ascoltare professionisti (e non) capaci di osservare un fenomeno emergente da punti di vista diversi.
L’unica nota negativa è stata l’impossibilità di presentarsi e scambiare quattro chiacchiere con tutti, ma ci saranno altre occasioni, ne sono certo.
Che altro dire? Per chi non ha potuto esserci, se avete curiosità particolari o domande specifiche chiedete pure. Per chi invece c’era, se volete inviarmi vostri materiali sarò felice di linakrli.
Di seguito i link delle presentazioni e i miei scatti alla #4sqconf.
Presentazioni
Stefano Mizzella
Foto
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View Comments to #4sqconf : alla fine è andata così!
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stefanomizzella
July 28th, 2010 at 2:18 pm
Ciao Luca, anche se con un po' di ritardo puoi trovare le slide e un breve riassunto del mio intervento qui: http://www.socialmediascape.org/4sq-scrm/
Luca Della Dora
July 28th, 2010 at 2:30 pm
Grazie mille Stefano, appena possibile integrerò il post con le considerazioni che il tuo intervento merita.
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