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Categorie e tag, per non perdersi

Le categorie e i tag sono due ottimi modi per guidare i lettori attraverso i nostri contenuti, ma anche per noi stessi, per tenere organizzato il nostro blog. La differenza tra loro non è spesso così chiara e si rischia di utilizzarli in modo non efficace, perdendo una buona opportunità.

Seguendo le indicazioni di Michael Martin di Pro Blog Design, i suggerimenti del servizio di supporto di WordPress, e l’esperienza che ho maturato in questi anni, ho voluto raccogliere un po’ le idee, per capire cos’altro c’è da sapere.

Secondo quanto suggerisce WordPress, Tag e Categorie sono elementi che descrivono i post, con diversa profondità di dettaglio: le Categorie si occupano di una prima scrematura, i Tag vanno più nel dettaglio. Ok, sono d’accordo con questa definizione, ma penso ci sia di più. Vediamo.

Le categorie dovrebbero essere un numero chiuso, prestabilito nel momento in cui si costruisce il blog - salvo poi aggiunte o tagli per necessità specifiche.

Pensatele come sezioni generali del vostro blog e non come parole chiave da adattare ai vostri post: è un errore comune quello di voler assegnare categorie multiple a un singolo post, e – pensateci un attimo – questo rende i vostri contenuti meno appetibili per chi cerca una determinata informazione.

Un buon modo per ricordare il concetto è paragonare il vostro blog ad un magazine, e le categorie alle sue sezioni. Per quanto a volte un articolo potrebbe essere inserito in diverse sezioni, questo non accade mai nella pratica: per il blog dev’essere esattamente la stessa cosa.

Ricapitolando:

  • Poche ma identificative: devono guidare il lettore tra i vostri contenuti, non obbligarlo a prendere un Moment.
  • Un post, una categoria: la tentazione di associare un post a quante più categorie è forte, ma potete resistere, ve lo assicuro!
  • Le categorie guidano i lettori: non nascondetele, devono spiegare cosa trattano e devono essere individuabili.

Una delle cose che si tende a fare più spesso è confondere i tag con le categorie, sovrapponendoli e rendendo quindi le seconde ridondanti e i primi inutili: i tag non sono categorie! Sono elementi che rendono efficaci le categorie, che le completano, ma non le sostituiscono.

Un esempio di John Haydon rende bene l’idea. Facciamo per un attimo finta di trovarci al supermercato, e di dover comprare del Tabasco: dobbiamo per prima cosa trovare la corsia delle spezie o dei cibi etnici (categoria), e poi cercare il tabasco (il post); ma gli stessi ingredienti (tag) si possono trovare anche in tanti altri prodotti (altri post), e magari non necessariamente tra i cibi etnici (altre categorie).

Ricapitolando:

  • Usarli bene, usarli spesso: usare tag sempre differenti è inutile, perché ci si ritrova con una lista sconfinata di termini simili tra loro, ma con poco peso per chi legge. Se parlo di Foursquare è inutile usare “Foursquare”, “4sq”, “4square” tanto per fare volume: una volta scelto il tag più adatto userò sempre lo stesso.
  • Tag Cloud do it better: se per le categorie la soluzione migliore rimane la lista (visto il numero limitato di elementi), per i tag la scelta più adatta è la tag cloud, che evidenzia ad un primo colpo d’occhio i termini più utilizzati e che – di conseguenza – caratterizzano i vostri contenuti: insomma, una specie di biglietto da visita.
  • Possono sostituire il CERCA: se usati in modo corretto e associati ai giusti contenuti, i tag si possono quasi sostituire alla ricerca interna al vostro blogma questo sta a voi e al modo in cui etichettate i vostri contenuti.

Questo post non ha la pretesa di dire la verità assoluta – anche perché in ottica SEO alcuni di questi suggerimenti possono essere visti come deleteri – ma semplicemente riportare quello che secondo la mia esperienza dovrebbe essere il modus operandi per ottenere un blog navigabile, che metta il lettore al centro.

E voi, come usate tag e categorie? Siete tra quelli che mettono un post in più categorie possibili o la pensate come me? E, in ottica SEO, quali potrebbero essere i suggerimenti?

  • Pingback: Tweets that mention Categorie e tag, per non perdersi | Luca Della Dora, Thoughts and Sights -- Topsy.com

  • http://www.mimulus.it Francesca Fabbri

    Ciao Luca, bel post, bravo!

    fiuuu, mi pare che nel blog mimulus ci siamo comportati bene!! e quello che ho fatto lì, tendo a portarlo, come comportamento, anche negli altri progetti che seguo.

    Le categorie non solo devono essere poche, ben definite, non sovrapponibili tra loro, pensate come “rubriche” (mi sembra questa la parola più adatta, quando parli di sezioni). Ma, facendo uno sforzo in più, secondo me vanno progettate prima: in questo modo si avrà una guida più chiara di quello che DAVVERO si vuole fare sul blog, e si potrà fare un passo avanti già in fase di progettazione, ancor prima di andare online.

    Nel sito mimulus, ho voluto aggiungere un terzo livello di parole-chiave (passami il termine): le categorie sono solo 7 e sono ben definite; i tag ovviamente sono molti di più, ma non sono mai troppo specifici: come tag ad esempio uso “social media”, ma non “twitter”. Ho ideato un “tag 2″, che nei nostri post va sotto la dicitura “Abbiamo parlato di”, in fondo a ogni post, in cui faccio confluire in ordine alfabetico “le cose” e “le persone”, i nomi precisi di cui ho parlato nei post: il “twitter” di prima, lo troverai qui, così come “luca della dora”. In questo modo, offro un terzo livello di navigazione – anzi un quarto, se consideriamo il motore di ricerca interno al blog.

    Un’ultima osservazione: anche io sono molto contraria alla duplicazione di un post in più di una categoria. Ma in una mia recente esperienza mi sono arresa, in un certo senso, proprio a questo: nel nuovo sito dedicato a Foursquare (www.foursquareitalia.org) mi pare utile che uno stesso post stia in più categorie; l’argomento trattato secondo me, in questo caso, va trattato così. Non come comportamento predefinito, ma come possibilità: la notizia del super swarm badge di milano sta sia nella categoria “in italia” che nella categoria “eventi”. Ammesso che non abbia sbagliato a progettare le categorie!!!

    ciao, francesca

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Francesca, che dire? Nulla! Hai detto tutto tu. :D
      Sono d’accordo con quanto dici: l’unica cosa che mi sento di non condividere fino in fondo – ma è soggettivo – è sul grado di “precisione” dei TAG. Secondo me in molti casi diventano quasi sostitutivi del “cerca” all’interno di un blog, quindi se sono ben calibrati sul post credo sia corretto dargli specifcità. Ripeto, è solo una scelta e non penso si possa ritenere un approccio giusto e l’altro sbagliato, quindi a ognuno i suoi TAG. :)

      Grazie per il contributo che sicuramente aggiunge valore al post!

  • http://www.mimulus.it Francesca Fabbri

    Ciao Luca, bel post, bravo!

    fiuuu, mi pare che nel blog mimulus ci siamo comportati bene!! e quello che ho fatto lì, tendo a portarlo, come comportamento, anche negli altri progetti che seguo.

    Le categorie non solo devono essere poche, ben definite, non sovrapponibili tra loro, pensate come “rubriche” (mi sembra questa la parola più adatta, quando parli di sezioni). Ma, facendo uno sforzo in più, secondo me vanno progettate prima: in questo modo si avrà una guida più chiara di quello che DAVVERO si vuole fare sul blog, e si potrà fare un passo avanti già in fase di progettazione, ancor prima di andare online.

    Nel sito mimulus, ho voluto aggiungere un terzo livello di parole-chiave (passami il termine): le categorie sono solo 7 e sono ben definite; i tag ovviamente sono molti di più, ma non sono mai troppo specifici: come tag ad esempio uso “social media”, ma non “twitter”. Ho ideato un “tag 2″, che nei nostri post va sotto la dicitura “Abbiamo parlato di”, in fondo a ogni post, in cui faccio confluire in ordine alfabetico “le cose” e “le persone”, i nomi precisi di cui ho parlato nei post: il “twitter” di prima, lo troverai qui, così come “luca della dora”. In questo modo, offro un terzo livello di navigazione – anzi un quarto, se consideriamo il motore di ricerca interno al blog.

    Un’ultima osservazione: anche io sono molto contraria alla duplicazione di un post in più di una categoria. Ma in una mia recente esperienza mi sono arresa, in un certo senso, proprio a questo: nel nuovo sito dedicato a Foursquare (www.foursquareitalia.org) mi pare utile che uno stesso post stia in più categorie; l’argomento trattato secondo me, in questo caso, va trattato così. Non come comportamento predefinito, ma come possibilità: la notizia del super swarm badge di milano sta sia nella categoria “in italia” che nella categoria “eventi”. Ammesso che non abbia sbagliato a progettare le categorie!!!

    ciao, francesca

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Francesca, che dire? Nulla! Hai detto tutto tu. :D
      Sono d’accordo con quanto dici: l’unica cosa che mi sento di non condividere fino in fondo – ma è soggettivo – è sul grado di “precisione” dei TAG. Secondo me in molti casi diventano quasi sostitutivi del “cerca” all’interno di un blog, quindi se sono ben calibrati sul post credo sia corretto dargli specifcità. Ripeto, è solo una scelta e non penso si possa ritenere un approccio giusto e l’altro sbagliato, quindi a ognuno i suoi TAG. :)

      Grazie per il contributo che sicuramente aggiunge valore al post!

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