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Con l’iPad vi piace darla ai brand (l’attenzione)

Il mercato mobile è in continua crescita ed è quindi sempre più importante tenere d’occhio i dati che lo riguardano per i brand che desiderino investire in comunicazione: limitatamente al mercato US, la spesa in mobile ad sarà più che duplicata nel giro di due anni (nel 2013) – come prevede eMarketer.

Quello che poi è interessante osservare è che muteranno anche le tipologie di advertising su cui investire, e il formato più classico – quello delle display ad – sarà quello a godere di una crescita sempre minore, per lasciare spazio e nuove forme di interazione, permesse dalle nuove tecnologie e da nuovi tipi di dispositivi. Già, perché se qualcuno pensa che iPad – e tablet in genere – siano destinati a non diffondersi mai abbastanza da raggiungere una massa “importante”, beh, si sbaglia di grosso.

É sufficiente pensare che durante il Q3 del 2010 il mercato dei tablet è cresciuto del 45.1% (tanto per avere idea della dimensione del mercato stesso, ne sono stati venduti 4.8 milioni durante Q3, e 3.3 durante Q2 dello stesso anno). Che sia Apple – per ora – regina di questo mercato era prevedibile, che la quota di mercato fosse dell’87.4% magari no – e secondo una proiezione di iSuppli, gli iPad venduti worldwide saranno addirittura 63.3 milioni entro il 2012 – contro i 13.8 milioni venduti nel corso del 2010.

Questa noiosa – anche se impressionante – serie di dati di vendita era una premessa necessaria per capire perché sia così importante considerare sempre di più il mercato mobile come spazio attraverso cui i brand possano interagire con i propri consumatori (che il mercato mobile comprenda questo tipo di dispositivi – o se appartengano ad una categoria a sé stante – è questione discutibile e che andrebbe approfondita). I numeri sono ancor più interessanti se consideriamo che – come dichiara Adobe, che fornisce puglishing tools per grosse case editrici come Condé Nast – coloro che leggono magazine su iPad e si trovano di fronte pubblicità amano guardarle, e sono più propensi ad acquistare i prodotti pubblicizzati: esattamente come nei sogni di ogni brand.Da una parte si potrebbe pensare che è normale che Adobe spinga l’investimento nell’utilizzo dei suoi strumenti, giustificandolo e supportandolo con ricerche che ne certifichino l’efficacia; dall’altra però mi metto nei panni dell’utilizzatore di iPad e almeno la prima parte del discorso fila: mi soffermo molto di più sulle pubblicità, rispetto a quanto non faccia leggendo la rivista cartacea – a parità di magazine ovviamente. É pure vero che il numero di magazine scaricati non giustifica – per ora – un ingente investimento in questa direzione, ma il fatto che il mercato stia crescendo così in fretta dovrebbe far quantomeno far pensare come dice Noah Elkin – Senior Analyst di eMarketer.

Per capire quanto sia importante per i brand attirare l’attenzione dei propri consumatori, è sufficiente osservare questa bella infographic -che riassume la spesa che alcune grandi marche hanno sostenuto durante il 2010 (cliccatela per ingrandirla).

Quando un mercato vede l’ingresso in campo di aziende come Apple – con i suoi 160 milioni di dispositivi equipaggiati con iOS – e Google – che attiva più di 300.000 Android al giorno – c’è da stare certi che le cifre in gioco continueranno a crescere: l’acquisizione di AdMob e l’introduzione di iAd sono fattori determinanti nelle proiezioni che vedono la spesa in mobile advertising più che raddoppiarsi nel giro di pochi anni.

Anche secondo voi l’engagement offerto dall’advertising via mobile (ed in particolare via tablet) può fare la differenza in un futuro nemmeno così lontano? I numeri legati alla diffusione dei dispositivi sembrano rispondere positivamente alla domanda, sull’effettivo coinvolgimento – anche a fronte della fine dell’effetto “novità” – invece probabilmente è forse ancora prematuro dare una risposta certa. Voi cosa ne dite?

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