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Foursquare e ROI: non ci sono più scuse

“Foursquare ha abbattuto il muro dei 3 milioni di utenti”, “Foursquare è uno strumento inutile”, “Facebook Places sancirà la definitiva morte di Foursquare”, “I numeri di Foursquare sono decollati proprio grazie a Facebook Places”, e via così.

Ormai è chiaro: volenti o nolenti Foursquare si è guadagnato il posto che è stato prima di Facebook e poi di Twitter. È la socialmediastar del 2010, a tutti gli effetti – e che i detrattori si mettano pure il cuore in pace: non sono solo i numeri a dirlo (non ancora da strumento mainstream, nonostante la curva di crescita sempre più verticale – son stati superati poco tempo fa i 3 milioni di utenti), ma l’interesse che ha generato e la capacità di attirare l’attenzione di così tanti brand (alla Conferenza dei Sindaci, Crowley ha parlato di circa 25.000 contatti di imprese che desideravano iniziare una partnership – gestiti tra l’altro da una persona aiutata da due stagisti ).

La domanda che però, prima o poi, tutti si pongono è “Ok, bello, divertente per gli utenti, ma per il mio brand che valore effettivo può avere l’investimento su uno strumento di questo tipo?”. Da quest’interrogativo nasce Foursquare Perspectives (sviluppato da Awareness Inc.) – dal sito è tra l’altro possibile scaricare un interessante ebook su statistiche e insight attorno a Foursquare.

Misurare le opportunità di ROI è senz’altro ciò che preme di più a un’impresa, quindi avere informazioni precise sul proprio brand circa:

  • Numero totale di venue create, numero di check-in, visitatori unici totali e numero totale dei Mayor
  • Segmentazione delle venue in base al numero di check-in
  • Top Mayor delle diverse venue
  • Top visitatori tra i visitatori unici e totale dei check-in

Insomma, ci sono grandi potenzialità dietro a questo strumento che rende più semplice e diretta l’interazione tra i brand e gli utenti di Foursquare – o meglio, la rende più trasparente in ottica di ROI per le aziende.

Se fino a ieri poteva sembrare una scommessa o una corsa per non restare indietro da parte dei brand – e delle agenzie – più lungimiranti, oggi si pone come uno spazio da utilizzare per individuare opportunità di contatto (promozioni, offerte speciali, eventi e quant’altro).

Ci sono decine di casi di grandi brand che hanno investito nella creatura di Crowley – da Mtv a WSJ, da Starbucks a Ben and Jerry’s, e, in Italia, Coin e Travelitalia) – perché è stato subito evidente che fosse un territorio fertile che valeva la pena coltivare per primi.

Ma proviamo ora a pensare a quanto può essere interessante per un brand – magari più di nicchia – sapere che sono state create decine di venue legate ai suoi punti vendita, che i suoi clienti fanno migliaia di check-in e che alcuni giorni della settimana – o alcune ore del giorno – sono decisamente più affollati di altri: difficile lasciarsi sfuggire un’opportunità del genere, soprattutto sapendo che si può monitorare tutto e proporre reward ad hoc.

Voi cosa ne pensate? Credete che sia veramente arrivato il momento della maturità per Foursquare – grazie anche al boost, volontario o involontario, che Facebook Places gli sta dando?

Intanto scaricate gratuitamente l’ebook per farvi un’idea.

  • Pingback: Tweets that mention Foursquare e ROI: non ci sono più scuse | Luca Della Dora, Thoughts and sights // Social Media, Location Based Marketing, Photography -- Topsy.com

  • http://twitter.com/gimmi81 Massimo Guerrato

    mi pare un po’ presto, soprattutto per il nostro mercato italiano: quanti utenti ha 4square in italia?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Massimo, dati precisi sugli utenti italiani non ci sono – a detta di Crowley non li hanno neppure loro, ma non credo sia “presto” per iniziare ad avvicinarsi al mezzo.

      Credo che la fase di scetticismo nei confronti dei location based services sia ormai superata – visti gli investimenti effettuati da giganti come Facebook e Nokia (per citarne due). Sicuramente non si può affermare con certezza che sarà Foursquare il modello da seguire, ma mi pare evidente che la direzione sia quella tracciata da Crowley&Co. (ma anche Gowalla, Loopt, etc…).

      Le opportunità di business sono evidenti e se fino a qualche tempo fa le perplessità riguardavano la misurabilità dei risultati, ora anche quello “scoglio” mi pare superato. Alcuni casi di aziende italiane che hanno deciso di accettare la sfida ci sono già: sarebbe interessante avere qualche dato sui risultati ottenuti in termini di puro ROI – perché a livello di awareness e di percezione del brand sono già positivi (almeno stando a ciò che si legge in giro).

      Si potrà obiettare che solo una nicchia di persone hanno consapevolezza di ciò che – ad esempio – Coin sta facendo, ma è anche vero che quella nicchia costituisce una gran fetta dei creatori di contenuti online.

      Insomma, io voglio credere che questi strumenti consentiranno di avvicinare sempre di più le azioni di marketing online al mondo offline, proprio come nelle intenzioni di Crowley: rendere il mondo reale simile a un gioco, dove si guadagnano punti, badge, sconti e riconoscimenti per aver compiuto determinate azioni.

      Vedremo. :)

      • Romualdo

        Ciao a tutti direi invece che il momento è propizio dato che lo proponiamo come servizio integrato alle piccole aziende nel settore enogastronomico    ”Be sociable ;)
        Unendo i tre servizi top per il settore Facebook Foursquare Cibando

        Ciao Romualdo

  • Anonymous

    mi pare un po’ presto, soprattutto per il nostro mercato italiano: quanti utenti ha 4square in italia?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Massimo, dati precisi sugli utenti italiani non ci sono – a detta di Crowley non li hanno neppure loro, ma non credo sia “presto” per iniziare ad avvicinarsi al mezzo.

      Credo che la fase di scetticismo nei confronti dei location based services sia ormai superata – visti gli investimenti effettuati da giganti come Facebook e Nokia (per citarne due). Sicuramente non si può affermare con certezza che sarà Foursquare il modello da seguire, ma mi pare evidente che la direzione sia quella tracciata da Crowley&Co. (ma anche Gowalla, Loopt, etc…).

      Le opportunità di business sono evidenti e se fino a qualche tempo fa le perplessità riguardavano la misurabilità dei risultati, ora anche quello “scoglio” mi pare superato. Alcuni casi di aziende italiane che hanno deciso di accettare la sfida ci sono già: sarebbe interessante avere qualche dato sui risultati ottenuti in termini di puro ROI – perché a livello di awareness e di percezione del brand sono già positivi (almeno stando a ciò che si legge in giro).

      Si potrà obiettare che solo una nicchia di persone hanno consapevolezza di ciò che – ad esempio – Coin sta facendo, ma è anche vero che quella nicchia costituisce una gran fetta dei creatori di contenuti online.

      Insomma, io voglio credere che questi strumenti consentiranno di avvicinare sempre di più le azioni di marketing online al mondo offline, proprio come nelle intenzioni di Crowley: rendere il mondo reale simile a un gioco, dove si guadagnano punti, badge, sconti e riconoscimenti per aver compiuto determinate azioni.

      Vedremo. :)

      • Romualdo

        Ciao a tutti direi invece che il momento è propizio dato che lo proponiamo come servizio integrato alle piccole aziende nel settore enogastronomico    ”Be sociable ;)
        Unendo i tre servizi top per il settore Facebook Foursquare Cibando

        Ciao Romualdo

  • http://twitter.com/n0v1x84 Andrea Novi

    Secondo me ancora non è del tutto maturo, in Italia ovviamente, c’è poca informazione sui vantaggi che può portare la geolocalizzazione. In particolare ho apprezzato molto l’integrazione dei Deal in Foursquare, che se usati bene possono essere molti utili. 

  • http://twitter.com/n0v1x84 Andrea Novi

    Secondo me ancora non è del tutto maturo, in Italia ovviamente, c’è poca informazione sui vantaggi che può portare la geolocalizzazione. In particolare ho apprezzato molto l’integrazione dei Deal in Foursquare, che se usati bene possono essere molti utili. 

  • http://twitter.com/n0v1x84 Andrea Novi

    Secondo me ancora non è del tutto maturo, in Italia ovviamente, c’è poca informazione sui vantaggi che può portare la geolocalizzazione. In particolare ho apprezzato molto l’integrazione dei Deal in Foursquare, che se usati bene possono essere molti utili. 

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