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Foursquare: gioco per pochi o opportunità per molti?

Foursquare, Foursquare, Foursquare: adesso ne parlano tutti, sembra che sia la novità del momento, sembra che tutti siano improvvisamente impazziti per quello che fino a pochi mesi fa sembrava uno dei tanti giochini destinati a fare successo per qualche mese tra pochi geek invasati per poi finire nel dimenticatoio (a Novembre sentivo gente dirmi frasi del tipo “ma sei matto!? Così tutti sanno dove sei…!” oppure, con tono profetico “Vabbeh, un giochino come un altro per l’iPhone, chi vuoi che ci investa dei soldi…morirà presto, anzi prestissimo, perché non è abbastanza remunerativo. Anzi, non lo è per niente.”E invece no, vuoi perché la geolocalizzazione sarà – volenti o nolenti – la prossima frontiera che i social media sdoganeranno, vuoi perché Foursquare è molto di più di un semplice passatempo destinato ai geek: le potenzialità, soprattutto a livello di business, sono enormi, peccato solo che – soprattutto in Italia – sia così difficile farlo capire a chi di queste cose dovrebbe vivere.

Eppure la logica delle fidelity card non è così complicata da capire, e quello che offre Foursquare è molto di più: consente una profilazione one-to-one della clientela, permette di conoscere i propri consumatori per nome e cognome, di sapere quanto zucchero vogliono nel caffé e quante volte vengono a comprare un hamburgher nel nostro bar – tanto per fare due esempi al volo, legati a brand che hanno capito la potenza del mezzo (Starbucks – leggete un po’ il meccanismo su Mashable – e Thrillist, ah anche Mtv, Luis Vuitton e il Wall Stret Journal, tanto per continuare a citare piccole imprese locali…).

Per non parlare poi della possibilità di informare i consumatori di offerte speciali, di promozioni destinate ai clienti più fedeli o legate a particolari momenti della giornata: insomma, quello che dovrebbe essere l’Eden dei brand sembra un territorio inesplorabile per tante aziende che temono di anticipare troppo i tempi. Intanto Mark Zuckerberg, intuendo le enormi potenzialità della piattaforma, continua a posticipare l’introduzione di Facebook Location, e lancia segnali a Foursquare stessa, lasciando presagire la volontà di collaborare per ottenere qualcosa di più che una sfida tra Davide e Golia, il cui esito potrebbe anche apparire scontato. Potrebbe, appunto.

Circa un mese fa, in occasione del Barcamp “Fuffa that Works” organizzato dai ragazzi di Aliiulm – con cui ho collaborato – ho preparato una brevissima presentazione che ripercorreva funzionamento, possibilità e sviluppi futuri di Foursquare: probabilmente per chi non lo conosce sarà poco esplicativa (e infatti ecco un video esplicativo che spiega in pochissimi passaggi il funzionamento di Foursquare); per chi invece sa di cosa sto parlando può essere un’occasione di confronto e di scambio di idee.

Ripeto, la presentazione risale a più di un mese fa (quasi due a dire il vero), quando ancora Zuckerberg pareva intenzionato a spazzare via Forusquare, Gowalla, Brightkite e compagnia bella in un sol colpo. Ora le cose sembrano cambiate, ma la slide finale – una provocazione – non voglio cambiarla proprio perché voglio sapere da voi come stanno le cose.

Cosa ne pensate? Credete che Foursquare possa davvero configurarsi come strumento utile per i brand che decidano sisfruttarlo? E, secondo voi, Facebook come cambierà - se le cambierà – l’approccio, decisamente scettico, dei players coinvolti?

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