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I banner sono morti (e sepolti): lunga vita ai CAPTCHA!

Avete presente quelle incomprensibili sequenze di caratteri – lettere e numeri – che si incontrano quando vogliamo commentare un post, o magari finalizzare l’acquisto del biglietto per un concerto? Esatto, sto parlando dei CAPTCHA – che mediamente richiedono 14 secondi per essere letti, capiti e “superati”, 14 secondi in cui vorremmo fare tutt’altro che sentirci degli ebeti perché non capiamo se quello è un 5 o una S.

Ho sempre pensato che fossero una gran scocciatura, e mi chiedevo perché nessuno avesse ancora sfruttato quei 14 secondi di concentrazione che l’utente concede a quel messaggio – già perché, per quanto priva di significato sia, quella sequenza di caratteri potrebbe contenere un messaggio pubbblicitario.

Evidentemente non sono stato l’unico a pensarci, e così Solve Media ha annunciato che anche gli odiosi CAPTCHA potrebbero diventare più simpatici a tutti entro poco tempo. Perché dico a tutti? Perché secondo il modello che stanno implementando porteranno gli utenti a completare l’azione in circa la metà del tempo; consentiranno ai brand di condividere messaggi che verrano ricordati veramente, portando i loro business veramente in contatto con le persone; daranno poi la possibilità ai siti che ospitano i promoted-CAPTCHA (o meglio, TYPE-IN™) di guadagnare molto di più che dagli obsoleti banner.

Ma guardate il video di Solve Media, che spiega perfettamente ciò di cui sto parlando:

Come dicevo, tempo risparmiato per chi naviga (7 secondi contro 14 non sono pochi), ma soprattutto una nuova opportunità per i business, che potranno servirsi di uno strumento nuovo, che garantisca memorabilità al loro messaggio: è ormai evidente che – visto il bombardamento di messaggi cui siamo sottoposti - i banner – dinamici o statici che siano – vengono ignorati o dimenticati con grande facilità.

Come ricorda il video – e come ci hanno detto per anni a scuola – c’è solo un modo per essere certi di imparare qualcosa con successo: scriverla, scriverla, scriverla. E poi scriverla di nuovo.

Per i brand inoltre si aprirebbe anche un’altra possibilità, oltre a quella offerta da Google con AdWords, con un conseguente possibile livellamento dei prezzi per le inserzioni pubblicitarie online – anche se a dire il vero i prezzi appaiono tutt’altro che popolari (il CEO di Solve Media, Ari Jacoby, ha parlato di cifre tra i 25 e i 50 centesimi di dollaro ogni volta che un utente inserisce il messaggio del brand, da pagarsi per metà a Solve Media stessa e metà al proprietario dello spazio in cui è inserito il “nuovo-CAPTCHA”).

Ora mi restano solo due interrogativi. Al primo solo il tempo potrà darmi una risposta: come farà Solve Media ad assicurarsi che i bot non riescano a riconoscere il messaggio da riportare nello spazio rendendo il CAPTCHA inoffensivo? Dicono che si stanno lavorando, vediamo.

Il secondo riguarda il sentiment degli utenti nei confronti dei brand che inizino a fare uso massiccio di questo strumento: non rischiano di diventare “antipaticii”? Insomma, si pongono come perdita di tempo, e come impendimento a compiere un’azione senza ostacoli. “Ok, ma anche i primi spot televisivi, le prime pubblicità radiofoniche e i primi banner in overlay hanno corso lo stesso rischio“, e continuano a correrlo tutt’ora aggiungo io, ma quello che mi fa pensare è che tutte le altre forme di pubblicità sono l’interruzione di un qualcosa, mentre in questo caso è come se la marca di dicesse “Ehi, guarda che se non scrivi il mio payoff non ti faccio compiere l’azione che volevi“.

In realtà sono molto più convinto della correttezza della strada che Solve Media sta seguendo piuttosto che del dubbio di cui sopra…ma bisognerà pure porsi degli interrogativi no?

A dimostrazione che quest’idea possa essere vincente ci sono già alcuni grossi brand che hanno deciso di puntarci: da Toyota a Microsoft, da AOL a Universal Pictures hanno dato fiducia a Solve Media che garantisce un engagement superiore al 40% per i messaggi veicolati dal TYPE-IN™ contro l’1% scarso dei banner tradizionali.

Che ne pensate? Sarà l’ennesimo tentativo di monetizzare che andrà perduto nel dimenticatoio o è veramente un piccolo Eldorado pubblicitario che nessuno si era ancora avventurato ad esplorare?

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  • http://twitter.com/burnedbrainprod Burnedbrain

    Davvero interessante!

  • http://twitter.com/burnedbrainprod Burnedbrain

    Davvero interessante!

  • http://kintaroisland.wordpress.com/ Giulio

    “…mi chiedevo perché nessuno avesse ancora sfruttato quei 14 secondi di concentrazione che l’utente concede a quel messaggio…”
    Al di là dello sfruttamento pubblicitario, l’idea di rendere “produttivo” lo sforzo dell’utente viene da un po’ di tempo utilizzata per la digitalizzazione di testi: http://www.google.com/recaptcha/learnmore

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Giulio! Grazie per il link, non sapevo il funzionamento dei reacptcha, ed in effetti tutte le volte che mi sono trovato di fronte a sequenze di parole apparentemente dotate di significato mi sono chiesto con che criterio fossero inserite: mi hai dato la spiegazione. :D

      Interessante veramente.

  • http://kintaroisland.wordpress.com/ Giulio

    “…mi chiedevo perché nessuno avesse ancora sfruttato quei 14 secondi di concentrazione che l’utente concede a quel messaggio…”
    Al di là dello sfruttamento pubblicitario, l’idea di rendere “produttivo” lo sforzo dell’utente viene da un po’ di tempo utilizzata per la digitalizzazione di testi: http://www.google.com/recaptcha/learnmore

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Giulio! Grazie per il link, non sapevo il funzionamento dei reacptcha, ed in effetti tutte le volte che mi sono trovato di fronte a sequenze di parole apparentemente dotate di significato mi sono chiesto con che criterio fossero inserite: mi hai dato la spiegazione. :D

      Interessante veramente.

  • seebrock3r

    Io personalmente ricorderei benissimo il marchio. Salvo poi boicottarlo per avermi rotto le balle mentre stavo navigando in santa pace…

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ma non è lo stesso di quando la pubblicità della Gillette irrompe a gamba tesa sulla tua partita dell’Inter? :)

      • seebrock3r

        Quelli che irrompono a gambe tese di solito sono della Roma, e non ho rasoi Gillette in casa XD

        Scherzi a parte, la trovo una cosa fastidiosa quanto gli intersitial: mi distolgono da quello che sto facendo in maniera estremamente fastidiosa. Già sopporto a malapena i captcha solo se hanno meno di 5 caratteri o se sono recaptcha (alla fine è per una buona causa), figurati quelli pubblicitari quanto mi piacerebbero. Ma d’altronde la pubblicità frequente e prolungata è il motivo per cui non guardo film in tv se non su sky.

        • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

          Azz, sei la rovina dei centri media. :D A parte gli scherzi, capisco e in parte concordo.

  • seebrock3r

    Io personalmente ricorderei benissimo il marchio. Salvo poi boicottarlo per avermi rotto le balle mentre stavo navigando in santa pace…

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ma non è lo stesso di quando la pubblicità della Gillette irrompe a gamba tesa sulla tua partita dell’Inter? :)

      • seebrock3r

        Quelli che irrompono a gambe tese di solito sono della Roma, e non ho rasoi Gillette in casa XD

        Scherzi a parte, la trovo una cosa fastidiosa quanto gli intersitial: mi distolgono da quello che sto facendo in maniera estremamente fastidiosa. Già sopporto a malapena i captcha solo se hanno meno di 5 caratteri o se sono recaptcha (alla fine è per una buona causa), figurati quelli pubblicitari quanto mi piacerebbero. Ma d’altronde la pubblicità frequente e prolungata è il motivo per cui non guardo film in tv se non su sky.

        • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

          Azz, sei la rovina dei centri media. :D A parte gli scherzi, capisco e in parte concordo.

  • http://twitter.com/antonleroy antonio zuddas

    è sicuramente interessante, anche se ho paura che quei 14 secondi erano prima odiati per via del captcha e ora saranno odiati per via di “quegli stronzi di microsoft” che mi rallentano la user experience con la pubblicità. L’utente “comune” non fa differenza tra captcha e branded captcha, nella seconda però ha qualcuno con cui prendersela. L’utente “comune” non sa perché esiste il captcha, sa però che è una rottura di *****.

    Questi branded captcha li vedo un po’ come i 7 secondi di preroll per i video, puro odio.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Sì, sono d’accordo, però potrebbe anche solo essere questione di abitudine. Poi, ripeto, se invece che scrivere 10 volte 10 sequenze alfanumeriche diverse, scrivo 10 volte il payoff di un brand, magari – volente o nolente – mi resta in testa…

      Quello che mi fa pensare è il prezzo che vogliono far pagare agli inserzionisti: mi pare spropositato, così a occhio.

      • http://twitter.com/antonleroy antonio zuddas

        come ci ricorda (per esperienza :-D ) il nostro buon suonatorejones, molto spesso e soprattutto nei nuovi media, si dimentica il punto di vista del consumatore. i banner si sa, sono fastidiosi e non sono ben visti dagli utenti… il captcha idem, quindi è inutile ricordarsi il nome di un brand se questo brand è uno spaccam*******i che mi interrompe la navigazione.

        poi sì, questione di abitudine… ci sono persone che s’incantano a guardare la pubblicità in tv :-)

  • http://twitter.com/antonleroy antonio zuddas

    è sicuramente interessante, anche se ho paura che quei 14 secondi erano prima odiati per via del captcha e ora saranno odiati per via di “quegli stronzi di microsoft” che mi rallentano la user experience con la pubblicità. L’utente “comune” non fa differenza tra captcha e branded captcha, nella seconda però ha qualcuno con cui prendersela. L’utente “comune” non sa perché esiste il captcha, sa però che è una rottura di *****.

    Questi branded captcha li vedo un po’ come i 7 secondi di preroll per i video, puro odio.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Sì, sono d’accordo, però potrebbe anche solo essere questione di abitudine. Poi, ripeto, se invece che scrivere 10 volte 10 sequenze alfanumeriche diverse, scrivo 10 volte il payoff di un brand, magari – volente o nolente – mi resta in testa…

      Quello che mi fa pensare è il prezzo che vogliono far pagare agli inserzionisti: mi pare spropositato, così a occhio.

      • http://twitter.com/antonleroy antonio zuddas

        come ci ricorda (per esperienza :-D ) il nostro buon suonatorejones, molto spesso e soprattutto nei nuovi media, si dimentica il punto di vista del consumatore. i banner si sa, sono fastidiosi e non sono ben visti dagli utenti… il captcha idem, quindi è inutile ricordarsi il nome di un brand se questo brand è uno spaccam*******i che mi interrompe la navigazione.

        poi sì, questione di abitudine… ci sono persone che s’incantano a guardare la pubblicità in tv :-)

  • http://twitter.com/alex_reds Alex Reds

    Da considerare anche la visibilità che si ottiene attraverso una campagna di questo tipo.

    Le impression con CAPTCHA nel mondo sono di diversi ordini di grandezza inferiori alle impression di pagine web (e di tutto il resto che gira in rete e su cui si può mettere pubblicità).

    In sintesi: quante persone possono essere raggiunte tramite questa tipologia di pubblicità?

    E ancora legato alla considerazione precedente: per fare soldi con i Type In gli editori non potrebbero abusare di CAPTCHA a discapito della user experience?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Infatti, è da capire se un’eventuale utilizzo di questi “strumenti” ne aumenterebbe la diffusione o meno: personalmente – e penso che chiunque convenga – spero di no.

      Come per tutte le forme di adv invasive vanno usate con cautela, proprio per non intaccare il sentiment verso la marca.

  • http://twitter.com/alex_reds Alex Reds

    Da considerare anche la visibilità che si ottiene attraverso una campagna di questo tipo.

    Le impression con CAPTCHA nel mondo sono di diversi ordini di grandezza inferiori alle impression di pagine web (e di tutto il resto che gira in rete e su cui si può mettere pubblicità).

    In sintesi: quante persone possono essere raggiunte tramite questa tipologia di pubblicità?

    E ancora legato alla considerazione precedente: per fare soldi con i Type In gli editori non potrebbero abusare di CAPTCHA a discapito della user experience?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Infatti, è da capire se un’eventuale utilizzo di questi “strumenti” ne aumenterebbe la diffusione o meno: personalmente – e penso che chiunque convenga – spero di no.

      Come per tutte le forme di adv invasive vanno usate con cautela, proprio per non intaccare il sentiment verso la marca.

  • http://twitter.com/McKroskey Fabrizio Caligiuri

    Ciao Luca, questa trovata dell’adv captcha ha un grandissimo potenziale.Io credo che il messaggio pubblicitario ci risulterà sempre un pò antipatico; e comunque, come hai detto anche tu nei commenti, come ci siamo abituati all’interruzione della partita, se il messaggio pubblicitario nel captcha diventerà uno standard ci si abituerà anche a quello.Trovo molto più fastidiose le preroll video di cui parla Antonio, anche perchè sentire e vedere il trailer di un film quando non te lo aspetti è davvero fastidioso…Se questa cosa prendera piede non potremo più usufruire della funzione primaria del CAPTCHA; ovvero generatore di nomi per rock band :) http://www.kontain.com/fabrizio/entries/62572/facebook-captcha-band-name-generator/

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ahah! Sto scoprendo mille cose interessanti sui CAPTCHA :D

      Thx Fabrizio!

  • http://twitter.com/McKroskey Fabrizio Caligiuri

    Ciao Luca, questa trovata dell’adv captcha ha un grandissimo potenziale.Io credo che il messaggio pubblicitario ci risulterà sempre un pò antipatico; e comunque, come hai detto anche tu nei commenti, come ci siamo abituati all’interruzione della partita, se il messaggio pubblicitario nel captcha diventerà uno standard ci si abituerà anche a quello.Trovo molto più fastidiose le preroll video di cui parla Antonio, anche perchè sentire e vedere il trailer di un film quando non te lo aspetti è davvero fastidioso…Se questa cosa prendera piede non potremo più usufruire della funzione primaria del CAPTCHA; ovvero generatore di nomi per rock band :) http://www.kontain.com/fabrizio/entries/62572/facebook-captcha-band-name-generator/

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ahah! Sto scoprendo mille cose interessanti sui CAPTCHA :D

      Thx Fabrizio!

  • http://wearesocial.it/ ottavio nava

    È interessante come espirimento più che come modello di online advertising efficace. Si rischia di fare un passo indietro, tornando a dare molto valore al payoff e alle tagline in generale piuttosto che a ciò che un brand ha da dire. Mi sembra il contrario dell’engagement. Insomma è un buon tentativo di monetizzare uno spazio che richiede un’azione “obbligatoria” ma credo che questo interesserà (come detto da Antonio) più alle aziende che agli utenti. Non escludo però che questo sistema combianto con altri contenuti non possa essere generare un messaggio efficace e creativo. Grazie della segnalazione Luca. Bel post.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Otto, sono d’accordo con te in linea generale, però credo che essendo ancora in fase embrionale – pre-embrionale anzi direi – si possa pensare a sviluppi più in linea con quelle che dovrebbero essere le effettive operazioni atte a creare engagement in futuro.

      Poi, è vero che la mera ripetizione del payoff non crea engagement, ma è anche vero che – per alcuni brand e in determinate situazioni – possa essere importante anche creare memorabilità attorno al nome del prodotto/marca.

      Insomma, siamo alla fase prima di quella iniziale, quindi diamo tempo al tempo e vediamo cosa salta fuori. :)

  • http://wearesocial.it/ ottavio nava

    È interessante come espirimento più che come modello di online advertising efficace. Si rischia di fare un passo indietro, tornando a dare molto valore al payoff e alle tagline in generale piuttosto che a ciò che un brand ha da dire. Mi sembra il contrario dell’engagement. Insomma è un buon tentativo di monetizzare uno spazio che richiede un’azione “obbligatoria” ma credo che questo interesserà (come detto da Antonio) più alle aziende che agli utenti. Non escludo però che questo sistema combianto con altri contenuti non possa essere generare un messaggio efficace e creativo. Grazie della segnalazione Luca. Bel post.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Otto, sono d’accordo con te in linea generale, però credo che essendo ancora in fase embrionale – pre-embrionale anzi direi – si possa pensare a sviluppi più in linea con quelle che dovrebbero essere le effettive operazioni atte a creare engagement in futuro.

      Poi, è vero che la mera ripetizione del payoff non crea engagement, ma è anche vero che – per alcuni brand e in determinate situazioni – possa essere importante anche creare memorabilità attorno al nome del prodotto/marca.

      Insomma, siamo alla fase prima di quella iniziale, quindi diamo tempo al tempo e vediamo cosa salta fuori. :)

  • Pingback: Facebook e Skype: sarà amore? | Luca Della Dora / Thoughts and Sights

  • Anonymous

    Se lo fanno sul serio, è la volta che smetto di fare qualsiasi cosa richieda un captcha! (e già ero tentato prima)

  • Anonymous

    Se lo fanno sul serio, è la volta che smetto di fare qualsiasi cosa richieda un captcha! (e già ero tentato prima)

  • Madreblu888

    io li trovo odiosi: se scoprissi che pure c’è un’azienda dietro… bhé mi starebbe antipatica!

  • Madreblu888

    io li trovo odiosi: se scoprissi che pure c’è un’azienda dietro… bhé mi starebbe antipatica!

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