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Il Social Marketing nel 2011, per i Social Consumer del 2012

Il 2011 è stato un anno molto importante per il social web, un po’ per l’emergere di nuovi trend e attori coinvolti (uno su tutti: Google+), un po’ per la consapevolezza che i brand stanno assumendo nell’utilizzo di questi strumenti. L’importanza si riflette però anche in grandi aspettative da parte di chi ha investito in azioni di marketing sui social media, e delle persone che sono oggi sempre più esigenti nell’intrattenere conversazioni con le marche.

Pivot – insieme a Hudson Group – ha condotto una ricerca che ha coinvolto 181 tra brand manager, professionisti che lavorano in agenzie e specialisti del campo della comunicazione, per capire in che modo – nel 2012 – le aziende manterranno attiva la propria presenza sui social media e interagiranno con i Social Consumer.

Prima di osservare i risultati dello studio è però interessante capire cosa si intende per Social Consumer: è un consumatore che prima di effettuare un acquisto si serve del social web per trovare informazioni utili o consigli (che siano blog con recensioni di prodotti, i suoi amici o parenti su Facebook, o magari Tips lasciati attraverso Foursquare, poco importa). È evidente quindi l’importanza per un brand di stabilire con queste persone un rapporto, un punto di contatto da offrire nel momento in cui le decisioni d’acquisto debbano essere condizionate – o, quantomeno, indirizzate.

Insomma, il Social Consumer non segue il classico approccio lineare nella decisione d’acquisto, ma è ispirato e influenzato dai suoi contatti e dalle sue interazioni, che giocano un ruolo fondamentale, anche per le possibilità offerte dal web di convertire in pochi click un’intenzione in una transazione.

E se pensiamo che il 77% di chi acquista online, lo fa dopo aver letto almeno una recensione, e l’81% dopo aver ricevuto un consiglio, beh, capiamo le dimensioni del fenomeno – anche alla luce del fatto che il 70% degli adulti che visitano social network fanno acquisti online, e sono l’80% degli utenti internet totali…

Il primo dato interessante che emerge dalla ricerca (di cui potete scaricare il pdf) riguarda la percezione che i brand hanno riguardo quelli che secondo loro sono i benefici che le persone si aspettano di trarre dalla presenza delle marche sul social web: non emerge un benefit in particolare, ma è la somma di tutti quelli che vengono evidenziati a far capire come le conversazioni sul social web possano andare incontro ad una serie di esigenze e necessità.

Quando si è trattato poi di capire dove si trovano – secondo gli intervistati – i Social Consumer, a farla da padroni sono stati – ovviamente – Facebook (con il 95%) e Twitter (con l’89%), con LinkedIn subito dietro (con il 75.9%) e a seguire tutti gli altri canali.

Va sottolineata anche l’alta percentuale assegnata a Google+ (42%) se si tiene conto che al momento della ricerca, non erano ancora disponibili le Google+ Brand Pages, e il canale era veramente appena nato.

Altro punto interessante riguarda i dispositivi mobile, sempre più diffusi e sempre più utilizzati anche per chi fa acquisti online o interagisce con i brand: ma quali canali social visitano più frequentemente le persone? Oltre agli scontati Facebook e Twitter, è decisamente significativo il dato che riguarda Foursquare: il 50% degli intervistati lo ritiene un luogo fondamentale per i suoi Social Consumer, a testimonianza del fatto che la geolocalizzazione stia continuando a crescere in termini di popolarità.

Passiamo ora ai servizi che offrono deals, offerte speciali o coupon: qui a farla da padrone è Groupon, che stacca i vari Living Social & co., e va sottolineata la resa di Facebook in questo settore, visto che ad Agosto ha annunciato la fine del progetto Deals.

La seguente tabella ci dimostra invece come sia ormai chiaro per i brand che la presenza sul social web valga ben poco se non sostenuta su una strategia basata sul coinvolgimento delle persone. E per coinvolgimento si intende quel mix tra contenuti, conversazioni, interazioni e informazioni che siano in grado di creare valore per le persone.
Engagement

Gli ultimi dati riportati dalla ricerca riguardano le previsioni l’approccio verso i Social Consumer per i prossimi anni, in termini di sperimentazione, investimenti e obiettivi.

E il 2013 è visto come l’anno decisivo per il primo dei tre aspetti, probabilmente perché il 2012 è troppo vicino, ma d’altra parte c’è la consapevolezza che è necessario affrettarsi per non trovarsi a inseguire i competitor che avranno – magari – già intrapreso la strada del social marketing.

In termini di budget il trend è positivo, visto che il 25% dice che nei prossimi due anni gli investimenti sul social web aumenteranno del 5/10%, con un 18.2% che dichiara che nel 2013 potrebbero aumentare anche del 30%.

E siamo ora all’ultimo punto, quello più importante, quello che riguarda gli obiettivi che gli addetti ai lavori intervistati hanno dichiarato di essersi posti per il 2012.

È importante, partendo da quest’ultimo punto, definire obiettivi realistici e misurabili e solo in un secondo momento decidere in che modo attivare e mantenere la propria presenza sul social web (… se ha ancora senso parlare si social web, visto che è ormai difficile isolare elementi non social sul web), ed allocare il proprio budget sulla base di queste scelte.

Voi cosa ne pensate? Che insight pensate di poter trarre da questo studio?

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