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Instagram, il 2012 è il tuo anno

Se doveste indicare la piattaforma social del 2012 su chi puntereste? Io avrei pochi dubbi a dire Instagram. Magari mi sbaglierò, sicuramente verrò smentito dai fatti e avranno ragione quelli che oggi non sembrano vedere altro che Pinterest, o su chi pensa si parlerà solo di Tumblr per i prossimi 10 anni.

Ma ci sono una serie di motivi per cui sono convinto che i 15 milioni di utenti di Instagram siano soltanto un piccolo numero se paragonato alla crescita che potrà avere nei prossimi 12 mesi: per i brand quindi è una grande opportunità quella di iniziare ad interagire fin da subito con le persone già attive, in modo da avere una presenza forte nel momento in cui la user-base aumenterà ulteriormente.

È per tutti

A differenza di piattaforme come Foursquare, dove la gran parte della base di utenti è composta da appassionati di tecnologia o da “utenti avanzati”, su Instagram è presente chiunque: il gesto di scattare una fotografia è naturale per tutti, e poterlo fare in ogni momento, grazie alla sempre maggior diffusione di smartphone non è un qualcosa di nuovo o che ha bisogno di “motivazione” come – ad esempio – fare un check-in.

La diffusione degli smartphone

Nonostante la crisi economica, la diffusione di dispositivi mobile è in continua crescita così come le connessioni a internet attraverso smartphone: ogni mese si registrano incrementi come riportato da ComScore.

Android manca all’appello

E questo è uno dei punti che fa maggiormente pensare: ad oggi i 15+ milioni sono soltanto possessori di iOS. A breve dovrebbe essere rilasciata la versione per Android: tutto lascia pensare che ci sarà un enorme incremento nel numero di utenti anche esclusivamente per questo motivo.

È semplice, è familiare

Un po’ Twitter, un po’ Facebook. Del primo ha la semplicità, l’assenza di fronzoli e un motore di ricerca interno che funziona davvero (perché gli utenti possono categorizzare le proprie foto attraverso #hashtag); del secondo ha sfruttato la popolarità, sia per quanto riguarda la possibilità di fare Like ai contenuti dei propri amici – e non – sia perché grazie ai commenti si può interagire, conoscere gente nuova e accedere ad altri contenuti. Di entrambi ha preso in affitto gli “spazi”, consentendo agli utenti di condividere i propri scatti, facendoli vedere così anche ai non utenti Instagram e aumenandone la popolarità.

L’ossessione e la gratificazione

Già, perché le persone sono ormai ossessionate dal proprio smartphone, non riescono a non pranzare con una mano e scattare una foto a ciò che stanno mangiando con l’altra; dall’altra parte c’è poi ormai la convinzione che tutti possiamo essere fotografi con uno smartphone tra le mani, semplicemente perché applicando un filtro la foto appare in qualche modo “artistica” (ed in alcuni casi può anche essere vero, nel senso che si possono scattare foto spettacolari anche con un iPhone, ma per la “bravura” nel cogliere un momento, non certo grazie al filtro applicato).

Ed è qui che i brand trovano il terreno entro cui agire: entrando in contatto con le persone senza invadere il loro spazio utilizzando messaggi “fastidiosi” o che in qualche modo interrompono un’altra attività, ma parlando il loro linguaggio, proponendo contenuti interessanti e mantenendo vive le conversazioni attraverso interazioni che portano valore agli utenti, o che li emozionino.

Questo può essere applicato a molte marche, delle categorie più diverse, ecco tre esempi:

Food/Beverage: Starbucks

Come spesso accade, Starbucks è uno dei primi brand a sperimentare le nuove piattaforme, e così è stato anche questa volta: i suoi 230.000+ follower possono trovare foto esclusive di nuovi prodotti, immagine dall’HQ di Starbuicks e informazioni su come si consumi la Starbucks-experience nei locali di tutto il mondo, dando la possibilità agli utenti di commentare ed esprimere i propri giudizi. Quello che fa la differenza – come spesso è accaduto per Starbucks – è la propensione all’interazione con le persone, la capacità di mantenere vivo il dialogo e di non far sentire i follower passivi.

Un altro caso di successo? Redbull.

Abbigliamento: Burberry e Marc Jacobs

Due approcci molto diversi: il primo (Burberry), più “tradizionale” mostra attraverso il suo account i dietro le quinte delle sfilate, nuovi capi in anteprima o altre curiosità per gli amanti del brand; Marc Jacobs ha fatto qualcosa di più creativo, coinvolgendo in prima persona gli utenti: ha spinto gli utenti a condividere immagini scattate durante le vacanze, in famiglia, taggandole #marcfam, per poi aggregarle e creare un collage contenente tutti i contributi degli utenti.

Politici: Obama

E chi se non lui? Dopo essere sbarcato su tutti i maggiori social network, Obama non poteva certo mancare anche qui. Instagram consente ai personaggi politici di condividere momenti importanti, magari cerimonie o incontri ufficiali, ma anche attimi più intimi, legati piuttosto all’incontro con le persone: insomma, consente di far conoscere la propria vita politica – e non – in maniera meno pomposa e impostata rispetto a quello che farebbero i media. E anche qui, la capacità di dialogo con i propri follower, e il coraggio di mettersi in gioco interagendo con loro possono fare la differenza.

Solo politici? No, anche informazione, come ABC WorldNews.

Questi sono solo alcuni degli ormai tanti brand che si stanno servendo delle opportunità offerte da Instagram per interagire con le persone, ma ce ne sarebbero veramente tanti altri, come testimoniano anche le continue iscrizioni a followgram.me (una start-up tutta italiana) da parte di marche globali.

Insomma, siete anche voi convinti che il 2012 vedrà decollare definitivamente Instagram o credete che andrà a finire nel dimenticatoio? E se Facebook, Google o qualche altro gigante decidesse di acquisirla?

  • http://twitter.com/IlarysGrill Ilary’s Grill

    ciao luca, e della community instagramers più forte a livello mondiale non ne parliamo?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao! Hai ragione, ma volevo dedicare un post ad hoc ai numeri, italiani e mondiali. :) Anzi, quando lo farò mi farebbe piacere avere la tua opinione se lo vorrai. 

  • http://twitter.com/IlarysGrill Ilary’s Grill

    ok, io parlavo di instagramers ITALIA….e su un post che parla di Instagram scritto in italia , credo sia impossibile non menzionare le attività che facciamo e come teniamo viva la community. Un social è fatto di persone, alla fine.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Certo, sono d’accordo, ma come dicevo questo post non è incentrato tanto sui numeri, ma più sulle possibilità per i brand (che poi siano due cose collegate è ovvio): appena avrò tempo/modo di scrivere un post più volto alle cifre non potrò non parlarne. E sarà un piacere. ;)

      • http://twitter.com/IlarysGrill Ilary’s Grill

        alla prossima allora! :-)

  • Angel

    E’ un analisi molto interessante, ma che non mi trova d’accordo e visto che sono qui, ti spiego il perché del mio punto di vista… in punti :)

    *”Ogni volta che qualcuno posta con instagram, un fotografo muore”. Questo è il primo motivo, perché ci sono delle persone che odiano con intensità Instagram.

    *Instagram è un’applicazione che è usata soprattutto dagli hipsters, le case study confermano questo trend. In più basta cercare le parole chiave “hipster instagram” su Google per venire inondati di post sui blog e soprattutto di meme. Non è una colpa, sia chiaro, ma significa che instagram ha un target specifico di users e che quindi non è per tutti.

    *La versione Android è in uscita, sono mesi ormai che deve uscire da un momento all’altro. Far aspettare tanto per qualcosa, può essere un problema (vedi Google+ e Pottermore)

    *E’ più applicazione che un social network. Mi spiego meglio: scopo di instagram è condividere sugli altri social network. Funziona più come FourSquare che come come Facebook. Io faccio la foto, che è su instagram, e poi la condivido: Twitter, Facebook, Tumblr ora Pinterest.

    *Penso sia Tumblr che Pinterest avranno più successo di instagram, per due motivi: sono a prova di pigri (posso rebloggare/repinnare invece di dover far qualcosa io) e sono molto meno limitativi (discorso che si applica molto a Tumblr, meno a Pinterest) rispetto a Instagram.

    A mio avviso instagram continuerà ad aver successo, senza ombra di dubbio, ma resterà nella sua nicchia hipsters :)

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao, innanzitutto grazie per il passaggio e per il commento. :) Ti rispondo per punti, o meglio, ci provo:

      • vero, verissimo, ma ci sono anche persone che odiano con tutto il cuore Facebook, che trovano Foursquare una cosa da idioti, che sono convinte che Twitter sia solo un ammasso di informazioni che portano ad affrontare le notizie con superficialità. Eppure nessuno di questi canali sta morendo per questo. Anche se capisco l’astio di chi con la fotografia vive, che vede milioni di piccoli wannabe-McCurry che si sentono maestri dell’obiettivo solo perché con un “filtro” una foto qualsiasi sembra uno scatto d’autore (sembra appunto…);

      • su questo sono già meno d’accordo, perché se è vero quello che dici tu (anche se onestamente non ho mai fatto ricerche a riguardo) è anche vero che per tanti hipster che lo usano, ci sono anche tante, tantissime persone normali che se ne servono. D’altra parte anche Twitter era visto come il social network dei geek fino a poco tempo fa (soprattutto in Italia) mentre oggi è diventato mainstream a tutti gli effetti.

      • Come dici tu, l’uscita ritardata per Android POTREBBE essere un problema, ma secondo me non è così, e anzi, resto convinto che sarà un grande boost per Instagram: qui non c’è il contraddittorio però, quindi non resta che aspettare per capire chi ha ragione. :)

      • Vero, in parte, perché se è pacifico che il successo e la diffusione di Instagram è per gran parte merito della condivisione su altri canali, e ancora più vero è che spesso chi carica una foto su Instagram lo fa con il primo obiettivo di condividerla su FB (o Twitter, o Tumblr) è anche vero che basta osservare la quantità di commenti/Like di account con molti follower per comprendere che anche all’interno di Instagram c’è un ecosistema che vive di vita propria. Chiaro che senza la condivisione su altri canali quell’ecosistema probabilmente collasserebbe in poco tempo.

      • Su questo sono meno convinto, perché come dico anche nel post, fare foto con il proprio smartphone è una delle attività più frequenti e spontanee per tutti, mentre tutto ciò che ruota attorno a Tumblr e Pinterest (nel post ho citato questi due solo a mo’ di esempio eh, non per fare un paragone diretto) è decisamente più destinato agli “smanettoni” o ad utenti comunque più evoluti: insomma, conosco molta più gente che usa Instagram e non Pinterest che viceversa, per fare un esempio (poi è chiaro che non si può fare una statistica/previsione dalle proprie ristrette cerchie di amici).

      Per concludere, oltre a ringraziarti di nuovo per l’occasione di dialogo, io invece penso che Instagram possa avere successo anche tra un pubblico più vasto, rimanendo sicuramente lo strumento più amato dagli hipster. :)

      Alla prossima!

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