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Location Based Sentiment: e se Foursquare incontrasse Qriously?

Cosa pensano gli altri di noi? Alla fine tutti noi ce lo chiediamo in continuazione, più o meno coscientemente: e in base a questo modifichiamo i nostri comportamenti, le nostre decisioni… e i nostri acquisti. Immaginate quanto questo valga per i brand. Basta dare un’occhiata al numero di strumenti di analisi delle conversazioni e del sentiment, e a quanto le aziende chiedano questo tipo di servizio alle agenzie: ci sono milioni di persone che scambiano opinioni, discutono, criticano e elogiano i brand, ed è assolutamente inutile far finta che questo non accada, no?

Location Based Sentiment
Forrester ha previsto che nel 2014 saranno spesi 978 milioni di dollari in text analytics, contro i 499 del 2011: i tool per la misurazione automatica del sentiment interessano diversi ambiti, che vanno dal customer service al brand reputation management, e aiutano a calibrare le strategie, a correggerle in corsa, o a generare insight interessanti. Insomma, le nuove tecnologie sembrano permettere di capire davvero cosa dice la gente della nostra marca.

Io però rimango convinto che strumenti completamente automatici – o con una bassa componente di analisi “umana” – siano ancora poco attendibili, tanto più per una lingua complessa come l’italiano, e vadano bene più per analisi quantitative – o per estrazione di dati – che per studi qualitativi; c’è poi un altro aspetto che ritengo importante – ed è uno dei motivi per cui continuo a rimanere convinto delle potenzialità di Foursquare – e riguarda il dove ed il quando si esprime una determinata opinione.

Insomma, dare in mano alle persone uno strumento per valutare in tempo reale i messaggi cui vengono sottoposti sarebbe di enorme valore per i brand, per le agenzie che lavorano alla generazione di insight e tutti coloro che si interessano di ricerche di mercato: immaginate di aver appena lanciato una campagna, di aver esposto un billboard in Piazza del Duomo che promuove la vostra nuova linea di abbigliamento, e di consentire alle persone di esprimere subito il loro parere: “Bellissima! Voglio provare subito la giacca” oppure “No, proprio non ci siamo”.

Qriously funziona esattamente secondo questo principio: fornisce, in tempo reale, il sentiment delle persone secondo domande che gli vengono poste, in base al luogo in cui si trovano.
qriously
Christopher KahlerCEO e cofondatore di Qriously – spiega così l’importanza della localizzazione, legata all’analisi del sentiment: “Pensate di essere un’agenzia, e di voler sapere se alle persone è piaciuta una vostra campagna, conoscendo la loro posizione rispetto ai cartelloni pubblicitari: ora lo potete fare. O immaginate di essere un brand e di voler cambiare la domanda in base alla posizione geografica di chi volete coinvolgere in una campagna. O ancora, di essere un piccolo esercizio commerciale, magari un panificio, che vuole sapere dalle persone che si trovano nel raggio di 5km se preferiscono bagles o baguettes”. Insomma, come potete immaginare le possibilità sono veramente infinite (ma date un’occhiata al sito se volete approfondire).
Qriously dashboard e esempi
Sarebbe interessante l’integrazione di un servizio come questo con Foursquare: con ogni check-in si potrebbe così fornire una valutazione utile a tutti gli altri utenti, e potremmo anche renderci conto di cosa pensano – mediamente – le altre persone che hanno visitato quel locale (già, perché oltre a poter dire la nostra possiamo anche vedere i giudizi degli altri). Qriously permette di porre domande di qualsiasi tipo, e anche nella sua interfaccia attuale non è eccessivamente invadente, oltre a fornire già oggi una dashboard di analisi dei risultati che fornirebbe ai proprietari delle venue dati interessanti.

Potrebbe quindi essere utilizzata sia da brand con una rete di distribuzione e punti vendita fisici per capire i gusti delle persone che li visitano, sia per le marche che vogliano sapere la percezione della gente su determinate azioni che svolgono (promozioni, lanci di nuovi prodotti, campagne stampa): si avrebbero così insight in maniera molto più diretta, e si coinvolgerebbero le persone anche durante la fruizione di contenuti tradizionali, ribaltando la prospettiva del “io parlo, tu mi guardi” che l’adv tradizionale continua a trascinarsi dietro.

Insomma, se questo è l’anno del mobile è un po’ anacronistico rimanere legati a messaggi statici, anche su dispositivi mobile. E la consapevolezza ormai maturata che i brand devono parlare CON le persone e non ALLE persone dovrebbe spingere sempre più marche a non aver paura di chiedere cosa ne pensano le persone di loro, come un po’ alla volta sta accadendo grazie al social web.

Che ne pensate? La vedete come un’ipotesi remota o anche secondo voi potrebbe essere questa una delle chiavi di volta per Foursquare (ma anche per altre applicazioni Location Based eh…)?
Foursquare 3
Considerando le opportunità offerte da Foursquare – e che la sua base di utenti continua a crescere con questi ritmi (pochi giorni fa sono stati superati i 7.5 milioni di utenti) – credo sarebbe davvero interessante vedergli applicato un meccanismo di rating di questo genere. E chissà che in questi giorni – durante il SXSW, a margine del quale verrà presentato Foursquare 3.0 – non arrivi qualche bella novità in merito…

  • Anonymous

    Articolo molto interessante. Potenzialmente l’idea è ottima e l’integrazione dei due sistemi sarebbe ideale per molti brand. Non la vedo così “imminente”. Se Foursquare si diffondesse ancora di più e fosse maggiormente percepito come strumento di business allora potrebbe essere implementabile. Attualmente, la vedrei decisamente più adatta a un mercato estero. Sono pienamente d’accordo sul fatto che i brand debbano imparare a parlare CON le persone.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Sì, sicuramente l’Italia è ancora terreno poco fertile – ma non solo per Foursquare – ma credo che se la cosa venisse implementata “dall’interno” potrebbe fornire un ulteriore boost, soprattutto per i brand che vogliono avere dati concreti su ciò che gli utenti fanno/pensano. :)

  • Anonymous

    Articolo molto interessante. Potenzialmente l’idea è ottima e l’integrazione dei due sistemi sarebbe ideale per molti brand. Non la vedo così “imminente”. Se Foursquare si diffondesse ancora di più e fosse maggiormente percepito come strumento di business allora potrebbe essere implementabile. Attualmente, la vedrei decisamente più adatta a un mercato estero. Sono pienamente d’accordo sul fatto che i brand debbano imparare a parlare CON le persone.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Sì, sicuramente l’Italia è ancora terreno poco fertile – ma non solo per Foursquare – ma credo che se la cosa venisse implementata “dall’interno” potrebbe fornire un ulteriore boost, soprattutto per i brand che vogliono avere dati concreti su ciò che gli utenti fanno/pensano. :)

  • http://www.facebook.com/matteo.mucci Matteo Mucci

    Caro Luca,

    imho quello che affermi nel tuo post ha delle effrettive potenzialità. Ti segnalo, qualora non lo conoscessi, un servizio di ratings legato ai luoghi in cui fai checkin via 4sqr. Si tratta di Bubbalon (http://bubbalon.com/).
    Per ogni checkin, ricevi un tweet che ti chiede di esprimere una valutazione numerica (0-100) sul posto visitrato.

    Dalla mia esperienza, non sono un addicted di 4square come te, dopo aver checkato spesso la mia palestra e dopo avene dato una valutazione sempre alta, ho ricevuto via twitter (http://goo.gl/fP2AA) un file in pdf dedicato al wellness. La cosa è interessante a mio parere in termini di fidelizzazione utente, sentiment evaluation e tutte quelle cosine che interessano noi marketers. Tu che ne pensi? Quasi quasi ci scrivo un post. E poi ti giro il link. Bella lì.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Matteo! :D Grazie per la segnalazione! Interessante davvero, anche se un po’ macchinoso come strumento (passare sempre attraverso Twitter può andar bene per “testare” la cosa, ma alla lunga diventerebbe noioso). Attendo il post eh! :)

  • http://www.facebook.com/matteo.mucci Matteo Mucci

    Caro Luca,

    imho quello che affermi nel tuo post ha delle effrettive potenzialità. Ti segnalo, qualora non lo conoscessi, un servizio di ratings legato ai luoghi in cui fai checkin via 4sqr. Si tratta di Bubbalon (http://bubbalon.com/).
    Per ogni checkin, ricevi un tweet che ti chiede di esprimere una valutazione numerica (0-100) sul posto visitrato.

    Dalla mia esperienza, non sono un addicted di 4square come te, dopo aver checkato spesso la mia palestra e dopo avene dato una valutazione sempre alta, ho ricevuto via twitter (http://goo.gl/fP2AA) un file in pdf dedicato al wellness. La cosa è interessante a mio parere in termini di fidelizzazione utente, sentiment evaluation e tutte quelle cosine che interessano noi marketers. Tu che ne pensi? Quasi quasi ci scrivo un post. E poi ti giro il link. Bella lì.

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Matteo! :D Grazie per la segnalazione! Interessante davvero, anche se un po’ macchinoso come strumento (passare sempre attraverso Twitter può andar bene per “testare” la cosa, ma alla lunga diventerebbe noioso). Attendo il post eh! :)

  • http://twitter.com/pgei Paolo Galli

    Davvero molto interessante come considerazione… in effetti il giochino de check-in fine a sé stesso potrebbe evolvere in qualcosa di molto più utile e di sociale

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Esatto Paolo, penso che uno dei punti su cui Foursquare fa bene a lavorare sia quello dell’interazione tra gli utenti – ed in questo senso l’implementazione di commenti e immagini mi pare già un buon inizio. :)

  • http://twitter.com/pgei Paolo Galli

    Davvero molto interessante come considerazione… in effetti il giochino de check-in fine a sé stesso potrebbe evolvere in qualcosa di molto più utile e di sociale

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Esatto Paolo, penso che uno dei punti su cui Foursquare fa bene a lavorare sia quello dell’interazione tra gli utenti – ed in questo senso l’implementazione di commenti e immagini mi pare già un buon inizio. :)

  • http://davidelico.tumblr.com/ Davidelico

    Foursquare ora come ora è più bello che Places ma anche meno di massa..deve per forza trovare un modo x evolversi o verrà travolto (o ignorato dai più, semplicemente)

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Sì, sono d’accordo Davide, e sembra d’accordo anche Crowley: poco tempo fa ha spiegato che l’intenzione di Foursquare è di andare sempre di più nella direzione della “scoperta della città”, ovviamente tenendo in conto tutte le implicazioni lato business che lo rendano appetibile ai brand.

  • http://davidelico.tumblr.com/ Davidelico

    Foursquare ora come ora è più bello che Places ma anche meno di massa..deve per forza trovare un modo x evolversi o verrà travolto (o ignorato dai più, semplicemente)

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Sì, sono d’accordo Davide, e sembra d’accordo anche Crowley: poco tempo fa ha spiegato che l’intenzione di Foursquare è di andare sempre di più nella direzione della “scoperta della città”, ovviamente tenendo in conto tutte le implicazioni lato business che lo rendano appetibile ai brand.

  • Anonymous

    Sto utilizzando Bubbalon ed è decisamente interessante, soprattutto a tendere.

  • Anonymous

    Sto utilizzando Bubbalon ed è decisamente interessante, soprattutto a tendere.

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