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Si interagisce di più con i brand su Facebook o Twitter?

Facebook e Twitter sono due mondi diversi, e diverse sono – ovviamente – le abitudini delle persone che li utilizzano. Non tanto per le differenze demografiche degli utenti (che potete vedere in questa infografica), ma piuttosto per le opportunità di interazione che offrono. E i brand lo sanno bene, o meglio… dovrebbero.

Twitter vs Facebook

Socialbakers ha pubblicato alcuni interessanti dati che analizzano l’engagement rate di 10 top brand su entrambe le piattaforme, evidenziando differenze che aiutano a ricavare alcuni insight utili ad ottimizzare la presenza su questi canali.

Cos’è l’eengagement rate?

È un indicatore che misura le interazioni, cioè tutte le reazioni dei propri fan (o follower) ad ognuno dei contenuti condivisi (commenti e Like, RT e mentions). Più alto è il valore della percentuale dell’engagement rate, migliore è l’attività del brand: un contenuto interessante stimola un maggior numero di reazioni rispetto ad uno mediocre.

Engagement Rate - Socialbakers

Vediamo quindi quali sono i dati emersi analizzandolo per le Facebook Page e gli account Twitter di Coca Cola, Starbucks, Red Bull, Oreo, Converse, PlayStation, Skittles, iTunes, Pringles e McDonald’s.

Engagement-Rate - Twitter vs Facebook

6 brand fanno registrare un maggior engagement rate su Facebook (Starbucks, Redbull, Converse, PlayStation, iTunes e McDonald’s), in 2 casi è invece più alto su Twitter (Oreo e Skittles), mentre per Coca Cola e Pringles il valore è pressoché identico.

Facebook permette di intrattenere un dialogo, conversare con le persone nel senso più stretto del termine, e si può far leva su una serie di contenuti facilmente condivisibili e che stimolano le emozioni delle persone (foto, video, Questions, App etc.).
La fruizione di questi contenuti è diretta e – si sa – l’impatto visivo ha sempre enorme valore quando si desidera attirare l’attenzione, e se il brand è capace di mantenerla viva su Facebook ci sono ottime opportunità da cogliere (ancor di più con l’introduzione della Timeline).

Coca Cola Facebook Page

Twitter ha dalla sua una maggior velocità nel veicolare i contenuti – potendo contare su una diffusione potenzialmente illimitata (a suon di RT) – e sulla possibilità di condividerli con maggior frequenza senza “intasare” il feed delle persone. Promozioni, news, streaming e condivisione di link sono le attività più naturali su Twitter, ma non per questo le uniche. Oreo, ad esempio, ha saputo coinvolgere i propri follower facendo leva sugli #OreoMoment e sul legame con il brand da parte delle persone (McDonald’s, con un’operazione molto simile – ricordate le #McStories? – si è trovato ad affrontare una situazione di completa crisi).

Con un investimento minimo – il vincitore porta a casa $200, non $200.000 – Oreo ha creato un enorme volume di conversazioni legate al brand, e – interagendo in maniera attiva – coinvolge le persone facendole sentire “importanti” e legate alla marca stessa:

 

Se quindi sembra logico pensare a Facebook come luogo principale in cui intrattenere conversazioni – anche per la quantità di strumenti a disposizione -, Twitter non va considerato come un canale “secondario”, ma come canale da sfruttare con attività ad hoc, e non limitandosi a riprodurre ciò che viene proposto sugli altri canali. Ci sono tanti casi di successo che lo dimostrano, e l’introduzione delle brand pages e di nuovi strumenti di adv saranno sicuramente un ulteriore passo verso i brand.

C’è qualche case history che vi ha colpito particolarmente? Il numero di utenti sta crescendo anche in Italia: vi viene in mente qualche esempio di vero successo da parte di brand italiani?

  • http://paroledizucchero.com/ Giulia

    Ciao Luca, ho scovato adesso il tuo blog interessantissimo!.
    Un po’ in ritardo, si, ma vorrei rispondere alla tua domanda alla fine di questo post.
    Ma hai visto la Nutella che combina su FB? Hanno molte pagine, ma dai un’occhiatina a quella internazionale!
    Un saluto,
    Giulia

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Ciao Giulia, prima di tutto, grazie per il commento. :) Poi, sì, conoscevo Nutella, e in effetti fanno un ottimo lavoro, agevolati anche dal fatto che è uno di quei brand che si amano sempre e ovunque – un “Love brand” appunto. :) Ci sono tanti esempi di FB Page ben gestite, anche in Italia: gli esempi che non è semplice trovare nel nostro paese sono quelli che riguardano Twitter, anche se pian piano son sicuro che ne arriveranno.

      Un saluto a te e spero a presto da queste parti! :)  

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