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Twitter cambierà il mondo. O l’ha già fatto?

Twitter festeggia il suo quinto compleanno, e lo fa rendendo pubblici alcuni numeri che hanno dell’incredibile: dai 200 milioni di utenti attivi (di cui 100 milioni solo nel corso del 2010), al miliardo di tweet inviati ogni settimana (per raggiungere il primo miliardo ci erano voluti più di 3 anni… tanto per rendersi conto della crescita della piattaforma) fino ai quasi 500 mila nuovi account al giorno. I numeri sono impressionanti, ma quello che rende Twitter un qualcosa di davvero unico è il cambiamento che ha portato, non solo nelle relazioni tra gli utenti – o tra le marche e gli utenti – ma anche – e soprattutto – nel modo di comunicare in sé, nell’offrire informazioni in tempo reale e fruibili a tutti in modo assolutamente orizzontale.

Happy Birthday Twitter
Ed è proprio la sua democrazia che lo rende un canale così speciale: se non condividi contenuti di qualità le persone non ti ascoltano, e se non ti ascoltano il tuo valore è basso, quasi nullo. Twitter è il luogo – non-luogo – in cui i contenuti sono veramente al centro, in cui gli attori che non offrono interazione o un valore aggiunto di qualche tipo, hanno vita breve, e dove gli investimenti sono inutili se non fanno seguito a una strategia e ad un utilizzo del canale corretto: ed è quasi paradossale se pensiamo che è la piattaforma dove i contenuti sono ridotti per anotnomasia.

Qualcuno potrà pensare che parlare di un nuovo modo di comunicare o di fare informazione sia esagerato, ma basti ricordare le rivoluzioni che tutto il mondo ha potuto conoscere e supportare in Iran, Tunisia, Egitto e Libia (per citarne alcune) e che fino a pochi anni fa avremmo potuto osservare – nel migliore dei casi – solo attraverso qualche flash dai telegiornali; o le migliaia di richieste di aiuto da Haiti o dal Giappone (nella sola area urbana di Tokyo, l’11 Marzo, a mezz’ora dalla tragedia che ha colpito il Giappone, si sono registrati picchi di 1.200 tweet al minuto) che hanno messo in moto la macchina della solidarietà in tutto il mondo, in poche ore e con aiuti concreti. E questi solo per citare alcuni degli eventi più drammatici in cui Twitter ha saputo farsi carico di ciò che non erano stati capaci di fare i media tradizionali fino alla sua diffusione: permettere alle persone di comunicare in tempo reale, senza barriere e in un luogo dove ogni messaggio conta.

Ci sarebbero centinaia di case history di successo – e di insuccesso – di cui parlare, si potrebbe discutere per ore del modo in cui le aziende lo dovrebbero utilizzare e delle pratiche da seguire per diventare un buon utente, ma oggi, nel giorno del suo compleanno voglio segnalare un’iniziativa in particolare, un’iniziativa a livello mondiale che rappresenta il più grande evento di beneficienza del mondo: il Twestival, che con 200 città in tutto il mondoin 50 paesi – ha come obiettivo quello di raccogliere fondi per enti e associazioni che ne hanno bisogno.

Twestival Milano
La bella notizia è che per la prima volta l’evento sarà organizzato anche in Italia – a Milano – in contemporanea con tutto il resto del mondo – il 24 Marzo – e i fondi raccolti andranno devoluti alla Fondazione De Marchi – che si occupa di combattere le emopatie e dei tumori che colpiscono i bambini – che li destinerà interamente al pagamento di borse di studio di medici e al sostegno delle famiglie dei bambini che ne hanno più bisogno.

L’evento sarà l’occasione di incontrare facce più o meno note, di scambiare quattro chiacchiere con vecchi amici – e di conoscerne di nuovi – di far parte di un grande evento, ma soprattutto di dare una mano a chi ne ha più bisogno, e trovo perfettamente coerente che sia uno strumento come Twitter a ergersi a simbolo di questa manifestazione, perché – come detto – è il canale che maggiormente ha dimostrato la sua forza nei momenti di crisi e di difficoltà.

E pensare che in tanti trovano Twitter stupido, inutile: lo riconducono al messaggiare da teenager in cui bisogna stare attenti a non superare un certo numero di caratteri. E alla fine la mia conclusione è che “se non lo capisci non te lo posso spiegare”, un po’ perché trovo inutile cercare di convincere qualcuno sulla bontà di una cosa se parte già prevenuto, e un po’ perché spesso chi lo reputa un mezzo debole, non l’ha mai provato (e registrare un account senza utilizzarlo per qualche tempo non significa provarlo…).

Un’altra questione affrontata diverse volte è quella legata al corretto utilizzo di Twitter: c’è chi dice che vada usato come feed per ricevere informazioni, chi invece lo vede come un perfetto strumento di comunicazione personale con i propri contatti, ci sono poi le aziende per fare servizio di assistenza post-vendita, e quelle che invece lo sfruttano per veicolare promozioni. Beh, non sbaglia nessuno, per un semplicissimo motivo: non c’è un modo giusto e un modo sbagliato di utilizzarlo, ci sono tanti modi diversi, tutti giusti. E questo video riassume perfettamente il mio pensiero.





Non mi resta che dare appuntamento a chi di voi ci sarà il 24 Marzo all’11 Club Room – a Milano – e di ricordare a tutti gli altri che possono comunque donare alla Fondazione De Marchi da qui. Cosa ne pensate di quest’iniziativa? Siete tra gli scettici o credete davvero che Twitter oltre a essere il vero portavoce delle rivoluzioni e delle proteste sia lui stesso una rivoluzione nel mondo della comunicazione?

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