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Twitter: 5 motivi per cui il redesign nasconde molto altro

E dopo le Google+ Pages, il lancio della Timeline da parte di Facebook, è arrivato il momento dei grandi annunci anche per Twitter. E non si tratta di piccoli cambiamenti, ma di sostanziali modifiche al servizio, tutte finalizzate a rendere la piattaforma sempre più adatta a favorire conversazioni e interazioni tra le persone e le marche, rendendo l’esperienza d’uso più semplice e immediata, in modo da raggiungere sempre più utenti.

NewTwitter

I cambiamenti principali possono essere riassunti in: completo redesign dell’interfaccia web, delle App per iOS e Android e di Tweetdeck nell’ottica di uniformare l’esperienza a prescindere dal device utilizzato; introduzione di elementi di personalizzazione per i brand, con brand page e nuove feature dedicate; ridefinizione dell’esperienza di navigazione.

Senza entrare nel merito del redesign (che potete osservare voi stessi semplicemente accedendo a Twitter), quello che è interessante è capire il perché di alcuni elementi disposti in un determinato modo, e di alcune feature dedicate alle brand page.

Home, Connect, Discover e Me sono le 4 sezioni principali a cui è possibile accedere ora, sia che si navighi dal proprio iPhone, che via web:

Home Connect Discover Me

  • Accedendo a Home si possono vedere i tweet delle persone che siamo seguendo – insomma, è la vecchia timeline, quindi niente di nuovo.
  • Connect sostituisce la vecchia sezione dedicata alle Mentions, o meglio, la integra con le Interactions – ovvero tutte quelle azioni compiute da chi seguiamo o chi ci sta seguendo (al suo interno si possono vedere gli ultimi follower che hanno iniziato a seguirci o RT dei nostri tweet, o se qualcuno ha inserito un nostro tweet tra i suoi preferiti): insomma, viene dato peso a tutte le interazioni di chi ci segue o di chi seguiamo, creando opportunità per le marche che sappiano interagire e farsi quindi notare dalle persone.
  • Un tempo la terza Tab era quella dedicata ai DM – Direct Message – ora è invece diventata #Discover. Cos’è? È la sezione che contiene Stories, Trends e consigli su chi seguire. Ad una prima occhiata sembrerebbe qualcosa di superficiale, o funzionale solo a esplorare i Trends o favorire la serendipity, invece – a ben vedere – non è altro che un ulteriore spazio che i brand potranno fare loro promuovendo i loro prodotti.
  • Ed eccoci alla quarta Tab, Me, quella che mostra il proprio profilo e – finalmente – i DM, che un tempo erano una parte centrale di Twitter, mentre ora sembra che – con queste novità – si voglia quasi disincentivarne l’uso, spingendo le persone a interagire pubblicamente, anziché in forma privata (tip: per accedere ai DM – da iPhone – è sufficiente far scorrere un dito verso l’alto in corrispondenza dell’icone Me).

E questo riguarda, a grandi linee, ciò che è stato modificato nell’esperienza di navigazione per le persone.
Qui sotto invece potete vedere una brand page (per ora soltanto 21 brand hanno avuto accesso alla nuova funzionalità): quello che è da subito evidente è la possibilità di personalizzare l’header e l’opportunità di mantenere un determinato tweet sempre in evidenza (ovviamente sceglierne uno con una foto o un video offre un impatto decisamente maggiore).

@Heineken

Per vedere altri esempi di brand page già attive potete navigare tra queste: @AmericanExpress, @BestBuy, @bing, @chevrolet, @CocaCola, @Dell, @DisneyPixar, @generalelectric, @Heineken, @HP, @intel, @JetBlue, @Kia, @McDonalds, @nikebasketball, @NYSE_Euronext, @GhostProtocol, @pepsi, @Staples, @subwayfreshbuzz, @VerizonWireless.

Senza quindi andare nel dettaglio di tutte le altre novità introdotte (come la possibilità di embeddare i tweed al di fuori di Twitter), ecco 5 aspetti secondo me davvero importanti che emergono:

1. Twitter vuole diventare grande

Ed è per questo che le novità introdotte sono volte alla semplificazione nell’esperienza d’uso, per far sì che chiunque possa utilizzare Twitter, per raggiungere – potenzialmente – ogni persona sulla Terra e permettergli di interagire con gli altri. E non si tratta soltanto di intenzioni e belle parole, ma l’apertura della sede di San Francisco e le sempre maggiori opportunità offerte ai brand ne sono la dimostrazione.

2. I dettagli fanno la differenza

Avete visto che l’icona “Home” è una casetta per gli uccelli e non una semplice casa? O che la penna per comporre un messaggio è una piuma? Ok, sono solo piccoli dettagli, ma sono quelli che dimostrano l’attenzione che viene messa in ogni particolare del prodotto, e sono quelli che differenziano qualcosa di buono da qualcosa di ottimo.

3. L’influenza di Dick Costolo nel lavoro di Jack Dorsey

Insomma, per la prima volta la visione iniziale di Twitter (di Dorsey) si sposa con le idee di Costolo legate al real-time social advertising: la parte più evidente di questo è la sezione Discover ed il design delle nuove brand page dedicate, ma è tutta l’esperienza d’uso a dare l’impressione di andare in quella precisa direzione.

4. La ricerca perde peso, l’identità ne acquista

Proprio come accade su Facebook, dove la ricerca ha un’importanza relativa, anche su Twitter, sembra ora aver perso rilevanza. Certo il search box è sempre al suo posto, ma la sua importanza sembra aver perso enfasi, dandone di più ai contenuti spinti spontaneamente dalle persone. Discorso opposto di può invece fare per l’enfasi che sta acquisendo la “vera identità”. Basta dare un’occhiata ad un qualsiasi RT: non c’è più scritto “retweeted by @Luca2D”, ma “retweeted by Luca Della Dora”. Sembra che anche Twitter, come Facebook, voglia far sì che le persone si rivelino secondo quella che è la loro vera identità: è importante per un luogo sempre più popolato che ognuno sia responsabile delle proprie azioni – o parole – e utilizzare un nome vero può aiutare a perseguire questo obiettivo, oltre che porre Twitter come alternativa a Facebook.

5. Disincentivo ad usare i DM

Come detto poco sopra, per scrivere o leggere DM, ora c’è bisogno di un passaggio in più: non sono sicuramente più tra le parti centrali di Twitter, e non sono assolutamente convinto che questo “spostamento” sia solo implicabile alla volontà di semplificare l’esperienza d’uso, ma sia piuttosto legato al fatto che Twitter vuole spingere le persone a creare quanti più contenuti possibili pubblicamente, in modo da favorire i brand che voglio prendere parte alle conversazioni.
È interessante notare come Facebook, Google+ e ora Twitter (ma anche, nel suo piccolo, anche Foursquare) abbiano iniziato proponendo alcune funzionalità, per poi evolversi pian piano e offrire sempre di più un’esperienza d’uso completa, che permette alle persone di creare dei luoghi personali, simili a website, chiaramente con specificità diverse.

Qui il video che racconta il nuovo approccio di Twitter:

Voi che ne pensate? Avete già preso familiarità con la nuova grafica e le nuove funzioni di Twitter?

Ma soprattutto, ha senso che abbiate un account Twitter? Un interessante infographic di Flowtown e ColumnFive vi aiuterà a rispondere a questa domanda.


Qui in hi-res

Se volete dire la vostra potete usare lo spazio qui sotto, quello dedicato ai commenti, oppure seguirmi e farmi sapere qual è la vostra opinione

  • http://twitter.com/CasteMark Marco Castellana

    Grande post. Il numero di utenze raggiunto da Twitter è ormai tale da fare gola ai brand, Il patrimonio informativo (che rende prezioso il tesoretto di facebook) sta influenzando anche twitter. Ora più che mai con le modifiche effettuate sarà le conversazioni saranno oggetto di social monitoring !!! Ciao Luca a presto

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Già, poi se da una parte è necessario per Twitter monetizzare (e Costolo sicuramente può dare una mano in quella direzione), è anche vero che pian piano sempre più persone stanno capendo le potenzialità di un mezzo molto più versatile rispetto agli altri (banalmente io FB via mobile lo guardo forse 1 volta al giorno, Twitter invece sembra nato per quello…). Grazie del commento, as usual. :)

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