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Zuckerberg, i Gruppi e i 7 Peccati Capitali

Facebook è sempre più simile ad un elefante che si muove in un negozio di cristalli e dopo aver rotto qualcosa si preoccupa di come sistemare il danno. O meglio, dopo le rimostranze dei suoi utenti, si rende conto di dover mettere qualche pezza.

Solo qualche giorno fa Zuckerberg ha annunciato alcune novità destinate – secondo le intenzioni – a cambiare il modo di fruire di Facebook per 500+ milioni di persone: la più importante di queste è l’evoluzione dei Gruppi.

Riassumendo molto velocemente, i nuovi Gruppi consentono agli utenti di creare qualcosa di simile a circoli privati (o nicchie, per citare Stefano Maggi di WeAreSocial) dove condividere determinate informazioni (pensieri, link, foto, documenti), e che – almeno nelle intenzioni di Zuckerberg – dovrebbero garantire un maggior livello di privacy e un maggior controllo nella condivisione delle proprie informazioni. Questo nella teoria appunto.

Facebook sembra – con questa mossa – volersi avvicinare alle dinamiche del mondo reale, dove ogni individuo non condivide tutto con tutti i suoi conoscenti, ma sceglie di volta in volta a che nicchia rivolgersi: ottima feature – abbiamo pensato in tanti. Ottima finché gli utenti non hanno iniziato a scoprire che chiunque poteva inserirci in Gruppi di cui magari non ci interessava nulla o – ancora peggio – con cui non avremmo mai voluto avere a che fare (come nel caso di Jason Calacanis, che si è trovato iscritto al Gruppo NAMBLA – un gruppo dedicato alla…pedofilia: qui anche la mail che ha inoltrato a Facebook).

D’altra parte la possibilità di condividere informazioni soltanto con determinati contatti c’è sempre stata, ma in pochi – veramente pochi – ne hanno usufruito: Zuckerberg parla di un – secondo me ottimistico – 5% di utenti che utilizzavano le liste per segmentare i propri amici a seconda del legame condiviso (ovviamente le informazioni che condivido con gli amici che conosco da una vita non sono le stesse che voglio condividere con chi conosco magari solo virtualmente).

Zuckerberg questa volta ha sbagliato, forse preso dalla fretta, o forse per la politica di cui avevo parlato a inizio post, per cui è meglio navigare a vista, seguendo il vento e le correnti, piuttosto che stabilire una rotta ben precisa fin da subito. Fatto sta che ci sono almeno 7 questioni su cui avrebbe dovuto ragionare con maggior attenzione prima di rilasciare la nuova featurealmeno secondo quello che mi suggeriscono questi primi giorni di esperienza con i nuovi Gruppi.

Ed eccomi quindi a elencarvi i 7 Peccati Capitali dei nuovi Gruppi.

  1. SUPERBIA. Il primo – e più grave – riguarda la possibilità di aggiungere chiunque a qualsiasi Gruppo, senza che gli venga chiesto il permesso. Fortunatamente ci si può disiscrivere: questo inibisce anche chi ci ha aggiunto senza chiedercelo di inserirci in altri gruppi né ora né mai più.
  2. INVIDIA. Viene da sé il secondo: chiunque all’interno dei Gruppi può vedere il profilo degli altri partecipanti, anche se non sono amici. Ma non dovevano garantire un maggior livello di privacy?
  3. LUSSURIA. Capitolo notifiche: quando si entra a far parte di un gruppo – di propria iniziativa o no poco importa – le notifiche via mail sono attive di default. Cosa significa? Significa che se qualche buontempone mi iscrive ai suoi Gruppi, e io magari per un paio di giorni non guardo Facebook e/o la mia casella mail, mi troverò quest’ultima intasata di notifiche.
  4. AVARIZIA. Il quarto è meno grave, ma non ne capisco la logica: se voglio aggiungere un amico a un Gruppo non mi viene mostrato il consueto box da cui scegliere i partecipanti, ma devo digitare il suo nome e cognome.
  5. IRA. Non so se sia un caso, se la sorte si sia accanita contro il mio profilo (ma leggendo in giro non mi sembra), ma sono di una frequenza disarmante i messaggi di errore che si presentano all’interno dei Gruppi.
  6. GOLA. Ed eccoci al sesto peccato: l’idea della bacheca condivisa è ottima, così  come è davvero interessante la possibilità di condividere anche documenti – oltre ai soliti link e foto – ma perché non si poteva pensare a qualcosa che ordinasse i tipi di media caricati? Andare a cercare qualcosa diventa un’impresa nel momento in cui il Gruppo inizia ad avere una discreta mole di contenuti. Questo può anche andare bene nei casi di nicchie di amici che usano i Gruppi per organizzare uscite settimanali, o magari partite di calcetto o quant’altro, ma se i Gruppi vogliono porsi come – utili – strumenti di collaborazione, beh, direi che – per come sono strutturati – non ci siamo proprio.
  7. ACCIDIA. Last but not least: la chat condivisa. Bellissima idea anche questa, davvero. Potrebbe essere un ottimo strumento di lavoro e un’integrazione live dello spazio di condivisione offerto dal wall, ma anche qui, caro Mark, perché non consentire agli utenti di creare dei flussi “per topic” o di scegliere con chi conversare? Se apro la chat e voglio risalire ad un argomento è meglio che tenga sul tavolo anche un blister di pastiglie per il mal di testa.

(nota: i peccati non sono in ordine né vogliono essere perfettamente aderenti alle questioni cui sono riferiti)


Zuckerberg ha dichiarato che “i nuovi Gruppi permettono a Facebook di capire quali sono le persone più importanti tra i propri contatti, e di poter – in questo modo – proporre un feed sempre più profilato sui bisogni di ognuno”, ma come sottolinea Marc Rotenberg – Executive Director dell’Electronic Privacy Information Center – questa è un’arma a doppio taglio poiché consente sì agli utenti una segmentazione utile per condivisioni mirate, ma consegna anche a Facebook – e di conseguenza anche ai marketer – informazioni potenzialmente molto private sui rapporti che ognuno di noi intrattiene con altre persone: è il prezzo da pagare quando si accetta di usare uno strumento di questo tipo, un po’ come quando consentiamo a Foursquare di conoscere la nostra posizione e le nostre abitudini in cambio del suo utilizzo. La differenza è sottile ma sostanziale: Foursquare non ci propone il check in come strumento di salvaguardia della privacy, e anzi, ci mette in guardia sul modo in cui lo utilizziamo, mentre i nuovi Gruppi sono stati lanciati sottolineando il loro – nobile – fine di rendere più intime – e sicure – le nostre azioni al loro interno.

Ero un po’ perplesso quando ho letto le dichiarazioni di Zuckerberg, quando parlava di voler incentivare lo scambio di informazioni tra piccole nicchie, avvicinando Facebook al “real world”, visto che fino al giorno prima la direzione era esattamente l’opposta: tra Friend Finder e “potresti conoscere” l’intento sembrava proprio quello di far interagire persone che evidentemente non si erano cercate poi troppo.

Concludo prendendo in prestito una considerazione di Harry McCracken: Groups were announced in a blog post by Mark Zuckerberg titled “Giving You More Control,” but the problem with them is that they don’t give you enough control…

Insomma, a me i nuovi Gruppi piacciono, ma per funzionare dovrebbero prevedere:

  • l’approvazione quando si viene invitati
  • una notifica di default – a tutti i membri – quando un nuovo utente viene aggiunto
  • la possibilità di scegliere se mostrare o meno il proprio profilo ai non amici presenti nel Gruppo
  • un’organizzazione della bacheca in topic – o quantomeno suddivisa per tipologia di media caricati
  • una chat più gestibile

Siete d’accordo? O avete in mente altri aggiustamenti da suggerire al buon Mark e ai suoi collaboratori?


  • http://www.facebook.com/Dott.iRiki Riccardo Bigi

    Grande Luca!
    Ottimo articolo! ;-)

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Grazie Riccardo! Onorato. :)

  • http://www.facebook.com/Dott.iRiki Riccardo Bigi

    Grande Luca!
    Ottimo articolo! ;-)

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Grazie Riccardo! Onorato. :)

  • http://twitter.com/paitadesign Giacomo Paita

    “…perché non consentire agli utenti di creare dei flussi “per topic” o di scegliere con chi conversare?”: ci ha provato Google ocn Wave. Qualcuno ne sa più qualcosa?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Beh Giacomo, non credo che Wave sia morto per colpa della topicizzazione delle conversazioni, anzi. Facebook ha dalla sua 500+ milioni di persone che hanno già dimestichezza col mezzo: offrirgli strumenti in più non è come lanciare un prodotto ex novo (come appunto potevano essere Wave, Buzz, etc…). E poi la storia ci sta insegnando che è meglio che ognuno faccia il lavoro che sa fare: ergo, Google investi tempo e risorse nei tuoi strumenti invece che cercare di sviluppare ambienti social. :)

  • http://twitter.com/paitadesign Giacomo Paita

    “…perché non consentire agli utenti di creare dei flussi “per topic” o di scegliere con chi conversare?”: ci ha provato Google ocn Wave. Qualcuno ne sa più qualcosa?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      Beh Giacomo, non credo che Wave sia morto per colpa della topicizzazione delle conversazioni, anzi. Facebook ha dalla sua 500+ milioni di persone che hanno già dimestichezza col mezzo: offrirgli strumenti in più non è come lanciare un prodotto ex novo (come appunto potevano essere Wave, Buzz, etc…). E poi la storia ci sta insegnando che è meglio che ognuno faccia il lavoro che sa fare: ergo, Google investi tempo e risorse nei tuoi strumenti invece che cercare di sviluppare ambienti social. :)

  • http://butriga.tumblr.com butriga

    prioritari secondo me sono l’approvazione e la “topic-izzazione”…
    comunque netto miglioramento secondo me!

  • http://butriga.tumblr.com butriga

    prioritari secondo me sono l’approvazione e la “topic-izzazione”…
    comunque netto miglioramento secondo me!

  • http://twitter.com/antonleroy antonio zuddas

    sì vabbè un attimino, ‘sto povero cristo si è trovato (per caso!) in mano il posto dove confluirà anche il perché della vita e vuoi che sia già tutto rispondente alle tue domande e alle tue esigenze? dicevi le stesse cose quando avevi davanti la clessidra di Windows 3.0?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      “povero”? :D

  • http://twitter.com/antonleroy antonio zuddas

    sì vabbè un attimino, ‘sto povero cristo si è trovato (per caso!) in mano il posto dove confluirà anche il perché della vita e vuoi che sia già tutto rispondente alle tue domande e alle tue esigenze? dicevi le stesse cose quando avevi davanti la clessidra di Windows 3.0?

    • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

      “povero”? :D

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